PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Sono arrivati i chiarimenti su alcuni punti del Decreto per arginare la diffusione del coronavirus in Piemonte. Il documento, approvato nella notte dal Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, include anche la provincia di Alessandria tra le zone con forti limitazioni. Il documento è stato preso in analisi durante una riunione, presieduta dal Viceprefetto Vicario con Questure, il Comandante Provinciale Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Dirigente della Sezione di Polizia Stradale di Alessandria, il Direttore dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria ed i rappresentanti dell’ASL AL e dei Vigili del Fuoco.

All’incontro erano anche presenti il Presidente della Provincia, il Vice Sindaco di Alessandria, i sindaci dei Comuni centri zona, il Presidente della Cri di Alessandria e il rappresentante del Coordinamento territoriale del Volontariato di Protezione civile.

Riguarda l’intervista al Vice Prefetto vicario di Alessandria Paolo Ponta. 

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Prima di tutto è stato evidenziato che all’articolo uno, comma uno lettera a il DPCM stabilisce che “vanno in generale evitati gli spostamenti delle persone in entrata e in uscita dalle zone di particolare attenzione indicate nel medesimo articolo, nonché all’interno dei medesimi territori (per ciò che ci riguarda maggiormente, oltre alla provincia di Alessandria, le province piemontesi di Asti, Novara, Verbano-Cuslo-Ossola, Vercelli e la Regione Lombardia)“. Gli spostamenti devono essere motivati da:

  • comprovate esigenze lavorative: sì è condiviso che rientra in questo ambito il trasporto delle merci, al fine di consentire alle aziende di proseguire l’attività. Per quanto attiene agli spostamenti dei lavoratori, si è sottolineata la necessità, allo scopo di agevolare i controlli, che i datori di lavoro forniscano ai dipendenti una attestazione o un documento (tessera o simili) che comprovi il rapporto di lavoro. Per quanto attiene i liberi professionisti o gli artigiani dovranno avere con sé idonea documentazione.
  • effettiva necessità; ad esempio per gli abitanti di centri ove non vi sono negozi, la necessità di recarsi nel centro più vicino per gli acquisti necessari per la vita quotidiana.
  • motivi di salute; cure ospedaliere, ambulatoriali, approvvigionamento di farmacie e simili. I servizi di trasporto pubblico non subiranno limitazioni.

Si ricorda che il decreto prevede inoltre il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena, ovvero quelle persone risultate positive al tampone del Covid-19.

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Inoltre è stato ribadito che, come previsto dal Dpcm, le attività di ristorazione e bar sono consentite solo dalle ore 6.00 alle 18.00 con l’obbligo “a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro“. Oltre a queste prime precisazioni, sono state definite le opportune intese con le Forze di Polizia per i controlli connessi alla rigorosa attuazione del Dpcm e che verrà costantemente monitorata dalla Prefetture.