Coronavirus, Cirio: “Limitazioni? Se puntiamo solo su buon senso non ne usciamo. Ora aiuti all’economia”

TORINO – “Come la Lombardia abbiamo chiesto queste misure, e siamo contenti che siano state adottate“. Alberto Cirio si è detto più che soddisfatto delle nuove misure prese nella serata di ieri dal Governo per contrastare il diffondersi del coronavirus. Lo ha fatto, come riporta Ansa, in collegamento con Storie Italiane, programma mattutino di Rai Uno. “Dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di ieri che introduce nuove importante limitazioni posso commentare dicendo: finalmente!“, ha aggiunto il governatore del Piemonte.

C’è un modo solo per sconfiggere il coronavirus: rimanere a casa. Se ci appelliamo solo al buon senso e alla responsabilità delle persone rischiamo di non uscire dall’emergenza“, ha aggiunto. Quindi bene alla chiusura dei negozi tranne quelli di prima necessità. Poi un monito: “Non chiedetevi se si può uscire, non si può uscire. L’eccezione è uscire“.

Cirio ha poi parlato sulla sua pagina Facebook con un video in diretta commentando le limitazioni varate dal Governo. “La psicosi dell’assalto ai supermercati è ingiustificata“, ha spiegato Cirio. Per poi aggiungere: “Andare a fare la scorta è un atteggiamento sbagliato. Le merci continueranno a viaggiare. E i supermercati continueranno ad essere approvvigionati“. Il governatore ha anche spiegato che la Regione sta studiando un piano per non affossare l’economia regionale. “Con queste misure andiamo a toccare anche aspetti economici della vita del nostro Paese, la Regione ha pensato che fosse importante andare a definire le modalità restrittive di comune accordo anche con le categorie produttive piemontesi“, ha detto.

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Abbiamo varato una sorta di patto Piemonte. Per noi l’esigenza è quella di ridurre i contatti e di conseguenza i contagi ma non di uccidere l’economia perché dopo questa emergenza avremo bisogno di fabbriche, negozi e posti di lavoro“, ha specificato. Per poi aggiungere come, prima della nascita del Dpcm, fosse stata convocata una riunione con “tutte le categorie economiche e produttive del Piemonte. Questo incontro ci ha permesso a livello globale di ragionare insieme a tutti i soggetti della produzione abbiamo definito delle misure per preservare in maniera equilibrata la produzione e l’economia regionale“. Da questo confronto è nata la proposta – tra le tante oltre alle valutazioni tecniche dei vari ministeri – che poi ha portato alla genesi del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tuttavia restano ancora dei punti che non convincono Cirio e che “segnaleremo al Governo“. In particolare alcune incongruenze sulle chiusure o meno da parte degli esercizi commerciali come “i parrucchieri che hanno abbassato le serrande e le lavanderie no“.