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PIEMONTE – “Il Piemonte fa da sé”. Questo il titolo del pacchetto di provvedimenti della Regione per velocizzare l’iter di certificazione dei dispositivi di protezione individuale per contrastare l’emergenza coronavirus. Vista l’alta domanda di camici idrorepellenti e mascherine sia chirurgiche che ffp2/3 in particolare dagli ospedali del territorio, il Piemonte ha creato una task force di 18 esperti del Politecnico di Torino, dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale, in grado di garantire, entro una settimana al massimo, una certificazione equipollente a quella della Comunità Europea.

In questo modo si garantisce una risposta alle decine di aziende piemontesi che vorrebbero produrre questi dispositivi riconvertendo i loro impianti.

«Da una parte l’unità di crisi continua a moltiplicare i suoi sforzi per recuperare in autonomia materiale da tutto il mondo, tant’è che oggi sono arrivate due milioni di mascherine chirurgiche direttamente dal Brasile – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Dall’altra ci muoviamo in autonomia. Siamo stati la prima regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte. Oggi facciamo un passo in più grazie alla capacità degli atenei piemontesi di mettere in campo competenze e laboratori per certificare i nostri dispositivi di protezione. Per questo chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo».

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Le aziende che desiderano candidarsi potranno inviare la richiesta all’indirizzo mail
[email protected].

Verrà effettuata una preselezione e le realtà con le caratteristiche idonee potranno inviare i campioni per l’analisi da parte dei laboratori.

Una trentina di aziende hanno già proposto la propria candidatura.

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«In questo momento di forte emergenza – osserva l’assessore regionale alla Ricerca e all’Innovazione, Matteo Marnatiè necessario che si trovino le più avanzate soluzioni tecniche, le nostre aziende devono essere sostenute per poter mettere a disposizione materiale che garantisca la salute dei nostri medici e del personale sanitario le Università piemontesi. In questo contesto sono in grado di raggiungere questo obiettivo in pochissimo tempo».

“Ringrazio l’assessore Marnati e le Università della nostra regione” ha sottolineato l’assessore alla Sanità Icardisiamo in difficoltà con le certificazioni per poter consegnare i materiali agli ospedali. Ora non lo saremo più. Se possiamo contare sulle nostre capacità tutto si migliora”.

Nella task force creata in soli tre giorni ci sono anche tanti professionisti dell’Università del Piemonte Orientale. “Abbiamo messo a disposizione i nostri professori di scienze dei materiali che testeranno la idrofobicità, la maglia dei tessuti e la loro congruenza dei materiali rispetto a campioni stardard e faranno test micro biologici. Siamo orgogliosi che le nostre competenze di ricerca, già riconosciute a livello internazionale, possano ora essere messe a disposizione, insieme a quelle degli altri Atenei, per contribuire a colmare difficoltà operative in ambito sanitario in un momento di grave emergenza” ha sottolineato Gian Carlo Avanzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale “L’auspicio è che le Università piemontesi, superata questa fase delicata, rafforzino la loro collaborazione e contribuiscano così, in modo decisivo, a creare le condizioni per una piena ripresa della nostra Regione”.

Per mascherine e camici il coordinamento è della Prof.ssa Alice Ravizza del Politecnico di Torino. Assieme con lei sono al lavoro esperti di filtrazione e tessuti tecnici (Professori Paolo Tronville e Ada Ferri del Politecnico di Torino), esperti di microbiologia (Professor David Lembo dell’Università di Torino e Professoressa Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale), scienziati dei materiali (Professor Michele Laus dell’Università del Piemonte Orientale). Completano il quadro degli attori coinvolti in questo partenariato il CNR-STIIMA di Biella (Professor Claudio Tonin), l’Università di Bologna (Prof. Violante, medicina del lavoro, e Professoressa Cristiana Boi, ingegneria chimica), esperti di qualità (Professor Audenino del Politecnico di Torino) e alcuni esperti di aziende specializzate (Ing. Andrea Corradi di Ahlstrom-Munksjo di Mathi Canavese, Dott. Tanchis della ditta CentroCOT di Busto Arsizio).

Per i tamponi e i relativi reagenti di amplificazione dell’RNA virale sono invece attivi, sotto il coordinamento del Prof. Umberto Dianzani dell’Università del Piemonte Orientale, esperti di genetica molecolare (Prof.ssa Fiorella Altruda, Prof. Lorenzo Silengo, Prof.ssa Rossana Cavallo dell’Università di Torino. Prof. Claudio Santoro e Prof.ssa Marisa Gariglio dell’Università del Piemonte Orientale).

Per l’Unità di Crisi della Regione Piemonte il coordinamento è del Dr. Pier Luigi Pavanelli.