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ALESSANDRIA – Tutto è nato in Lombardia una manciata di giorni fa. L’idea è tanto geniale quanto innovativa. Usare le maschere da snorkeling per ricavare dei respiratori adatti ad aiutare i pazienti affetti da coronavirus e sopperire così alle mancanze di materiali presenti negli ospedali. Poi la sperimentazione, i progetti, le prime prove. Quella maschera funziona davvero e in ospedali come Brescia e Parma viene utilizzata con successo. Inizia così a delinearsi netta e chiara la possibilità che anche ad Alessandria si possa procedere allo stesso modo. Partono i primi contatti, le prime ipotesi.

Una prima disponibilità arriva da OFpassiON, azienda di robotica che vede tra le sue fondatrici anche la brillante Valeria Cagnina. Ecco che dall’Ospedale arriva una mail in cui si chiedeva la disponibilità a stampare i raccordi per far diventare respiratori le maschere di Decathlon. Poi tutto rallenta bruscamente tra burocrazia e impegni avvolgenti. OFpassiOn però non si ferma e fa da hub per una sorta di censimento delle stampanti 3d sul territorio. “In poche ore abbiamo creato un file con una rete pazzesca di persone che si sono messe a disposizione, che hanno già provato a stampare i raccordi, che hanno stampato valvole Venturi, aziende strutturate che hanno stampato anche mascherine, visori, progettisti che si sono messi a disposizione gratuitamente per la modifica dei file, la scuola Dante di Casale Monferrato ci ha consegnato la sua stampante 3d da far funzionare perché loro ce l’avevano lì ferma“, ci scrive Liliana Monticone di OFpassiOn.

Il lavoro procede ma dall’ospedale non arrivano altri segnali. Anche FabLab – Alessandria dà la sua disponibilità ed è pronta a iniziare la stampa dei raccordi per convertire delle semplici maschere da snorkeling in respiratori. Ma anche qui deve attendere le direttive dei vertici dell’Ospedale per avviare la produzione. Nel frattempo notizie incoraggianti arrivano da Acqui Terme, il primo Comune dell’Alessandrino ad aver avviato una raccolta di maschere della Decathlon.

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Inizialmente ero scettico che un dispositivo di questo genere potesse diventare un respiratore. Ho compreso solo dopo che durante situazioni tragiche dove gli strumenti iniziano a mancare come in Lombardia o in Emilia Romagna si aguzza l’ingegno per sperimentare soluzioni fuori dall’ordinario“, scrive il sindaco della città termale Lorenzo Lucchini sui social network. “Ieri mattina abbiamo deciso di provarci anche noi: in poche ore si sono registrati più di 100 contatti telefonici per la donazione di maschere e oltre 30 sono state già consegnate presso la sede della Protezione Civile“, ha aggiunto il primo cittadino che si è detto più che commosso di quanto accaduto.

Ora la palla passa all’Asl per sfruttare nel migliore dei modi questa gara di solidarietà.

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