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RETTIFICAL’Asl di Alessandria ha rettificato l’informazione di questo pomeriggio: “Nessun ospite della residenza Orchidea di Alessandria risulta sospetto positivo al coronavirus”.

ALESSANDRIA – L’elenco di case di riposo alessandrine alle prese col coronavirus, purtroppo, aumenta. Non più sei ma sette, su un totale di otto. Rispetto a quanto riferito venerdì dall’Asl, infatti, anche alla Residenza Orchidea, erano già stati fatti tre tamponi, ad altrettanti lavoratori della struttura. 

Uno è risultato positivo e gli auguriamo di cuore di riprendersi, un’altra è risultata per fortuna negativa e per la terza siamo ancora in attesa dell’esito“. A parlare ai microfoni di Radio Gold è Massimo Secondo, amministratore delegato di iSenior, la società che gestisce la struttura alessandrina in via Don Giovanni Rizzante.

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La redazione aveva infatti chiesto spiegazioni dopo la segnalazione di una dipendente, a conoscenza di questi tre casi e allarmata dopo le rassicurazioni dell’Asl che, venerdì, proprio riguardo alla residenza per anziani Orchidea non aveva ufficializzato alcun caso sospetto, né tra gli ospiti né tra gli operatori. 

Dallo scorso 24 febbraio stiamo seguendo tutte le linee guida del Ministero” ha sottolineato l’ad Secondo “non saprei spiegare perché all’Asl non risultassero casi sospetti all’Orchidea. Noi abbiamo subito adottato tutte le procedure del caso, avvertendo le autorità competenti. Può darsi che all’Asl sia sfuggito qualcosa. Inoltre, per scrupolo, proprio all’Asl avevamo già chiesto di effettuare il test sierologico a tutti i dipendenti e ai nostri operatori. Voglio inoltre confermare invece che nessun ospite dell’Orchidea presenta sintomi, né tantomeno è risultato positivo al covid19″. 

Contattata da Radio Gold, però, Asl di Alessandria ha smentito Massimo Secondo, certificando all’Orchidea la presenza di 12 ospiti sospetti positivi.

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Una novità emersa nella giornata di sabato” hanno specificato dall’Asl che fino a venerdì non era a conoscenza di alcun caso. “La situazione è in continua evoluzione, i dati possono cambiare continuamente. Interveniamo prontamente con procedure a tappeto dove vengono segnalati casi sospetti”.

Sui tre tamponi ai quali già si erano sottoposti tre dipendenti, inoltre, Asl ha precisato che fino a venerdì non ci erano stati segnalati, non ne eravamo a conoscenza”. 

In tutta la provincia Asl ha sottolineato che ad oggi sono circa venti le strutture per anziani con all’interno persone sospette covid, tra ospiti o operatori.

Ai nostri microfoni, inoltre, la dipendente della struttura Orchidea aveva anche raccontato di altre due lavoratrici in isolamento, uno scenario in questo caso smentito dall’ad di iSenior.

Anche sul fronte dei dispositivi di protezione individuale la lavoratrice ha lamentato uno scarso rifornimento: Difficile continuare a lavorare tranquilli, le mascherine sono troppo poche e non bastano”. 

“Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per poter rifornire di materiale di protezione tutte le nostre strutture” ha invece rassicurato Massimo Secondo “nonostante gli alti costi che dobbiamo sostenere per reperirli, abbiamo comunque raggiunto il fabbisogno almeno fino alle prossime due settimane. Ovviamente nel frattempo continueremo a lavorare per reperirne altre. Ci stiamo rivolgendo anche all’estero: in questo periodo è veramente molto molto difficile farle arrivare”.