Autore Redazione
martedì
21 Aprile 2020
11:47
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Cronaca - Alessandria

Cirio: “Riaprire gli asili nido il 4 maggio? Dobbiamo pensare anche ai bambini”

Cirio: “Riaprire gli asili nido il 4 maggio? Dobbiamo pensare anche ai bambini”

TORINO – È un Alberto Cirio a 360 gradi quello che ha parlato ai microfoni di Rai Radio Uno. Il Governatore del Piemonte ha toccato vari argomenti commentando anche la puntata di Report di ieri sera dove si è fatto il punto sulla situazione contagi da coronavirus nella nostra regione. In particolare Cirio si è soffermato sulle mail perse in cui i medici di base segnalavano pazienti con sintomi riconducibili al Covid-19 e che “deve essere una lezione per tutti“. Il Presidente della Regione ha ammesso che “quelle mail dovevano arrivare ai Sisp, i servizi di igiene nelle varie aziende localizzate nel Piemonte. È evidente che se i Sisp avevano 450 addetti e oggi ne hanno quasi 800, perché sono stati raddoppiati in poche settimane, è perché negli anni non si è intervenuto su questi aspetti e non si è mai investito“.

Cirio ha poi parlato della possibile riapertura parziale il 4 maggio. “Non possiamo non pensare alle famiglie che, se tornano a lavorare, non sanno dove mettere i bambini. Questo è un dovere istituzionale e morale, lo dico anche da papà“, ha commentato paventando la possibilità di una riapertura degli asili nido. Per poi aggiungere: “Non possiamo pensare che ripartano le aziende senza che riparta un qualcosa di predisposto dalle Regioni o dallo Stato per guardare i bambini durante l’orario di lavoro“.

Ecco che per la fase 2 si deve pensare anche a questo oltre che a una solidarietà di tipo nazionale. “Un Sud senza Nord non ha senso di esistere e non è mai esistito, come non può esistere un Nord senza Sud. Siamo un Paese, siamo italiani e credo che un po’ di solidarietà nazionale, questa volta magari al contrario, non guasterebbe“, ha spiegato questa volta a Studio 24. “Credo che l’Italia abbia bisogno di ripartire tutta insieme. Se uno guarda il pil della Lombardia – ma vale anche per il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Veneto – è quello che regge tutto il Paese. Non dobbiamo dimenticare che se non riparte il Nord economicamente, non ci saranno neanche le risorse per sostenere le esigenze del Sud“, ha concluso.

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