Ecco perché la curva epidemica in Piemonte è in ritardo: i chiarimenti della task force

TORINO – In Piemonte la curva epidemica è in ritardo rispetto alle altre Regioni d’Italia con fluttuazioni dovute a variazioni nel processo di esecuzione dei tamponi e contagi e decessi nelle Rsa che esprimono la situazione di due settimane fa. Questo il quadro dipinto dalla task force guidata dall’ex ministro Fazio e consegnato nella serata di ieri all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi.

Secondo i dati, infatti, nel Torinese così come nell’Alessandrino e nelle ultime settimane anche nel Cuneese continua un andamento che induce alla massima attenzione nel monitorare l’impatto che le prossime riaperture, in concomitanza con la fase 2, avranno sull’andamento dei nuovi contagi. In particolare il gruppo di lavoro intende identificare gli aspetti critici che hanno pesato sull’attuale situazione e da lì proporre soluzioni a medio-lungo termine per la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, anche in funzione di possibili nuovi picchi preannunciati dagli stessi esperti a servizio del governo nel corso della fase di convivenza con il virus.

Finora i contagiati da coronavirus in Piemonte sono stati 25.216 con 12.603 pazienti in isolamento domiciliare a stretto contatto con la famiglia e i propri parenti. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono stati 140.996 (in questo dato rientrano più tamponi fatti sullo stesso soggetto), di cui 74.630 risultati negativi, ovvero poco più della metà di quelli fatti. Il trend è in leggero calo, ma non come nel resto delle altre regioni. Tanto è vero che il Piemonte ha superato da poco l’Emilia Romagna, che insieme alla Lombardia era stata la regione più colpita, per numero di contagi.

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Secondo i dati forniti dall’Unità di Crisi della Protezione Civile a livello nazionale, il Piemonte è la seconda Regione per numero di contagi e di crescita di questi. Il tutto a fronte, come da tabella, di un numero di tamponi effettuati (140.996) ben al di sotto di Lombardia (342.850), Emilia Romania (164.979) e Veneto (320.027). Questo ritardo nei tamponi, come sostengono gli esperti, ha portato a un diffondersi maggiore della malattia che non ha trovato il suo giusto argine in una capillare ricerca. Anche sugli attualmente positivi – non quindi il conto complessivo – il Piemonte è al secondo posto in questa triste classifica con 15.508 pazienti, ovvero 3.283 in più rispetto all’Emilia Romagna che ha saputo arginare al meglio la pandemia.