Cosa ha chiesto l’Unità di Crisi del Piemonte alle Asl in vista della fase 2

TORINO – I direttori generali di tutte le Aziende sanitarie della Regione Piemonte sono stati invitati dall’Unità di Crisi predisporre le azioni propedeutiche alla fase 2 dell’emergenza coronavirus sul territorio, elaborando i piani per il progressivo ritorno all’operatività pre-covid per le aree ospedaliera e territoriale, insieme ai piani delle reti di assistenza ospedaliera, territoriale e di programmazione di quadrante per affrontare l’eventuale ritorno dell’epidemia.

Oggi c’è meno pressione sui reparti di terapia intensiva e sub-intensiva dobbiamo pensare a una graduale riconversione dei reparti covid all’attività ordinaria e a riprendere il programma dell’attività chirurgica che avevamo sospeso nella fase acuta dell’emergenza“, ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi. “Parallelamente dobbiamo tenere alta la guardia su una possibile ripartenza dell’epidemia, per cui stiamo lavorando con il gruppo del professor Fazio alla riorganizzazione della rete di medicina sul territorio, con il supporto dell’epidemiologo Paolo Vineis sulla pianificazione strategica complessiva”, ha concluso.

Nei piani che le Asl dovranno comunicare all’Unità di crisi entro il 3 maggio verranno mantenuti percorsi Covid dedicati e un’organizzazione modulabile per affrontare l’eventuale ripresa epidemica, considerando anche l’offerta delle strutture private, oltre che il progressivo recupero delle prestazioni ambulatoriali non urgenti e delle procedure di prenotazione.

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