Inail: “Il 13,4% di denunce infortuni per Covid arrivano dal Piemonte”

PIEMONTE – Dall’inizio della pandemia a oggi sono state 28 mila le denunce di infortunio per contagio da Covid-19 pervenute all’Inail. Di queste il 67,8% arrivano da quattro regioni del Nord Italia. Tra queste anche il Piemonte che si piazza al secondo posto con il 13,4% delle denunce effettuate. La prima posizione, neanche a dirlo, spetta alla Lombardia con un pesantissimo 35,1%. La terza è l’Emilia Romagna (10,1%), mentre il Veneto segue con il 9,2%. La provincia di Trento ha il 3% delle denunce mentre il Lazio ne ha il 2,9% e la Campania l’1,6%. Purtroppo i casi mortali da contagio sono stati 52 a marzo e 46 ad aprile per un totale, aggiornato al 21 di questo mese, di 98 persone decedute, ovvero il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati nel periodo preso in esame.

I nostri dati confermano la maggiore esposizione al rischio del personale sanitario, al quale l’Istituto riconosce la presunzione semplice di origine professionale dell’infezione“, spiega il presidente dell’Inail, Franco Bettoni. Parole a cui fanno eco quelle di Nunzia Catalfo, ministro delle Politiche sociali: “Il Governo lavora in stretta sinergia con l’Inail e con le altre istituzioni coinvolte nella gestione dell’emergenza per fare in modo che la graduale ripresa delle attività avvenga in condizioni di massima sicurezza per tutti, individuando misure di protezione efficaci anche attraverso un confronto costante con le parti sociali“.

Il settore della Sanità e assistenza sociale registra il 72,8% dei casi di contagio sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail con 8 denunce su 10 arrivano dall’Italia Settentrionale: il 52,8% nel Nord-Ovest e il 26% nel Nord-Est. Il resto dei casi è distribuito tra Centro (12,7%), Sud (6,0%) e Isole (2,5%). Nell’Alessandrino le denunce rispetto alle altre province sono pari al 24%, con Torino in testa che si porta via buona fetta delle percentuali. Il 71,1% dei contagiati sul lavoro sono donne e il 28,9% uomini, con un’età media di poco superiore ai 46 anni. Tra gli infermieri e gli altri tecnici della salute, in particolare, più di tre denunce su quattro sono relative a lavoratrici. Il 12,6% dei casi riguarda invece lavoratori stranieri, tra i quali la percentuale delle donne è pari all’80%.

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