Autore Redazione
mercoledì
6 Maggio 2020
13:01
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Cronaca - Alessandria

“Andrà tutto benino”: la lettera ironica per l’Ospedale di Alessandria sul caso dell’infermiere positivo

“Andrà tutto benino”: la lettera ironica per l’Ospedale di Alessandria sul caso dell’infermiere positivo

ALESSANDRIA – Una lettera ironica ma allo stesso tempo piena di amarezza quella inviata a RadioGold e scritta da un operatore sanitario che ha voluto commentare l’affaire tamponi che ha recentemente investito la Asl e l’Ospedale di Alessandria. In questi giorni molti dei nostri lettori hanno segnalato di essersi sentiti abbandonati e soprattutto di non aver mai potuto effettuare il tampone che ne attestasse la guarigione o la positività aspettando chiusi in casa in quarantena anche per oltre un mese. In particolare la lettera ripercorre la vicenda dell’infermiere che ha contattato la nostra redazione per raccontare il suo caso: covid-positivo costretto a recarsi in ospedale per effettuare i tamponi di controllo. Ecco la lettera.

Nave spaziale Enterprise Azienda ospedaliera di Alessandria, data astrale, 6 maggio 2020.

Contenuto: Dichiarazioni in relazione ai tamponi effettuati sui componenti della nave spaziale, in relazione al virus alieno Covid-19, da parte della nave Enterprise.

Risposta scientifica e veritiera dei fatti da parte del dottor Spock componente scientifico dell’Azienda.

Enterprise: “Questi dipendenti hanno un percorso dedicato e conoscono l’utilizzo corretto dei dispositivi di sicurezza, oltre a non avere più sintomatologia Covid. È previsto un percorso tutelato e garantito per i dipendenti…”.

Dottor Spock: “Fantascienza organizzativa non umana quella Aziendale! Non esiste un percorso dedicato! Si entra sempre in ospedale insieme ai normali utenti e non esiste un tunnel spazio temporale o uno smaterializzatore che fa comparire i dipendenti positivi in un punto isolato e sicuro. I tamponi vengono effettuati in una semplice stanzina di ambulatori situati a piano terra. In media una ventina di dipendenti aspettano il tampone in fila nel corridoio. In fila chiaramente anche gli ancora positivi che fino a prova contraria, vuoi se è il primo tampone, vuoi che siano lì perché essendo già risultati positivi sono in attesa del tampone di controllo, sono da considerarsi comunque tutti positivi e potenzialmente infettanti! (Senza dimenticare gli asintomatici che ignari e senza tampone lavorano e fanno da vettori per il virus.). Basterebbe comunque fermarsi in corridoio e osservare questa miscellanea umana per capire che una buona percentuale è sintomatica. Tosse, brividi, dolori muscolari, dispnea, astenia… ecco perché provati si devono sedere nelle poltroncine di attesa, insieme ai normali utenti!”.

Enterprise: “…e il dipendente così abbia nella propria Azienda tutte le risposte per una risposta veloce e puntuale”.

Dottor Spock: “Veloce e puntuale? È nella media nazionale che per un esito del tampone si possa attendere anche 4/5 giorni e che a prescindere dall’esito, l’Azienda non dia e non abbia mai dato ai dipendenti, un riscontro cartaceo o informatico del responso, tenendo questi dati “nascosti” sui propri database aziendali?”.

Enterprise: “Abbiamo effettuato lo screening sul quasi il 90% del personale sanitario; il tasso dei nostri dipendenti risultati positivi è circa il 6%”.

Dottor Spock: “L’ Azienda afferma il 6%? Forse non ci vuole uno scienziato Vulcaniano per scoprire che è una percentuale ridicola, facilmente confutabile solamente chiedendo a quei dipendenti sanitari che fortunatamente stanno ancora bene che stanno sostituendo con doppi turni e orari maggiorati, decine e decine di colleghi malati… la realtà dei numeri dei sanitari contagiati è purtroppo ben più alta di un 6%!”.

Enterprise: “Ad oggi, il percorso di presa in carico messo in atto per i nostri dipendenti, prevede l’effettuazione del tampone e il tracciamento dei contatti”.

Dottor Spock: “Il tracciamento dei contatti… è forse chiedere al dipendente malato se a casa stanno tutti bene e fargli gli auguri… oppure è obbligarlo ad autocertificarsi di avere una temperatura che non supera i 37.5° e di stare bene prima dell’inizio del suo orario di lavoro?”.

Enterprise: “E circa la metà delle persone che si sono ammalate sono già rientrate”.

Dottor Spock: “Persone rientrate si… (a volte con tamponi falsi negativi e ancora sintomatologie inerenti al virus…) ma rientrate, con soddisfazione dell’Azienda che così può continuare a perseguire i propri interessi di un fatturato positivo e di un’immagine di organizzazione e normalità in relazione a questi tristi giorni che è ben lontana dalla realtà dei fatti odierni.”.

Enterprise: “Comunque noi Azienda ospedaliera terrestre, comunichiamo che, qui al sicuro sul ponte di comando, quanto prima prenderemo altre decisioni vitali per il nostro equipaggio impegnato in prima linea nella missione Covid-19. Ribadendo che le nostre affermazioni sono le uniche verità su come noi stiamo affrontando questi giorni. Siamo categorici che la nostra parola non sia mai messa in discussione! A questo riguardo attiveremo nuove misure per prevenire ulteriori problemi”.

Dottor Spock: ……..

Dottor Spock: ……..?

Enterprise: “Comunichiamo che il dottor Spock è stato promosso in un’altra remota galassia! Andrà tutto… benino…!”

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