CANELLI – Un anno fa la riapertura del Teatro Balbo di Canelli riaccendeva la speranza sull’interesse per il mondo del teatro e dava uno spunto anche ai promotori del futuro comitato alessandrino Riapriamo IL Teatro per un’azione di sensibilizzazione collettiva sulla sorte del nostro Comunale. Dopo quattro anni di chiusura, con una memorabile inaugurazione, la volontà dei canellesi aveva infatti reso di nuovo possibile la fruizione di un grande spazio d’incontro e confronto, culturale e aggregativo, forte di una capienza di ben 400 posti e di una storia costellata di stagioni importanti. Il Teatro degli Acerbi aveva concretizzato il progetto triennale imprenditoriale di rivitalizzazione, con il sostegno dell’Amministrazione di Canelli, del comitato “Su il sipario”, dei due main sponsor Bosca Spumanti e Arol SpA e di altri sponsor locali. Le associazioni canellesi avevano fin da subito collaborato alle attività, le Fondazioni CRT e CRAsti e la ditta Fimer srl avevano sostenuto la stagione teatrale e musicale partita a novembre dello scorso anno e interrottasi a fine febbraio per l’emergenza sanitaria.

Il teatro è per tutti e tutto l’anno e, in questa logica di pensiero, erano molto seguite altre iniziative come “Crearleggendo”, come gli spettacoli al mattino di Teatro Scuola e come i corsi di recitazione per bambini, ragazzi e adulti. Le luci si sono spente il 24 febbraio con il debutto del nuovo spettacolo del Teatro degli Acerbi “Alice nel paese delle meraviglie” e si attendono indicazioni dal Governo per la riapertura e le regole per accogliere il pubblico, poter svolgere le attività e lo spettacolo dal vivo. Ma lo staff del Teatro degli Acerbi lavora con le istituzioni regionali ed in stretto contatto con la proprietà, l’amministrazione, gli sponsor, le associazioni, le fondazioni bancarie e gli Enti coinvolti nel progetto per garantire appena sarà possibile la riapertura del Teatro, recuperando innanzitutto gli spettacoli rinviati.

Nella lettera aperta agli spettatori e a tutti gli amanti del teatro di Fabio Fassio, del Teatro degli Acerbi, il lavoro fatto e quello ancora da fare, nella speranza che sia al più presto. 

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È passato un anno e i semi faticosamente piantati stavano germogliando… Come la vite che prima di dare i primi grappoli deve essere curata e protetta per qualche stagione, noi ci stavamo prendendo cura del teatro dei canellesi e degli artisti che lo stavano abitando. C’erano grandi cose in programma, molti amici intorno e tante speranze per far ripartire un motore fermo da molto tempo: anche nel caso di un motore grippato serve un meccanico bravo con la stessa metodica pazienza di un vignaiolo. C’era tutto. Ma il destino baro e beffardo ci è piombato addosso come una grandinata che ha spezzato i tralci e inchiodato gli ingranaggi. Quando ci siamo salutati per l’ultima volta, davanti a noi c’erano 250 persone disorientate e spaventate per i nuvoloni che si stavano addensando, ma entusiaste e commosse per la nostra “Alice” che si chiedeva chi fosse e dove stesse andando. Quasi un presagio… chi siamo oggi? Dove stiamo andando? Ora, a quasi due mesi e mezzo non si sa ancora nulla del destino dei teatri, dell’arte e dei teatranti. E allora che fare? Si fa come il contadino dopo la grandine o come il meccanico dopo un incidente: ci si rimbocca le maniche e si ricomincia da capo con la speranza che non sia “tutto sbagliato e tutto da rifare” e con la consapevolezza che il grande teatro di una città viva come Canelli possa diventare un cuore pulsante raccogliendo questa difficile sfida come un’opportunità di reinventarsi.  Arrivederci a presto… a riveder le stelle!”

Per ora Il Teatro degli Acerbi invita il pubblico a ricordare l’indimenticabile momento dello scorso anno, lasciando messaggi alla mail [email protected] o sulla pagina Fb teatrobalbocanelli

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