NOVI LIGURE – “La lotta sindacale e il presidio non si fermano“. Questa la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil dopo il tavolo di confronto di oggi con ArcelorMittal rispetto alla situazione dei lavoratori dell’Ex Ilva di Novi Ligure.

L’azienda ha presentato un possibile piano di rientro che partirebbe da metà della prossima settimana fino a fine giugno per circa metà dei lavoratori collocati in cassa integrazione. Le organizzazioni sindacali e le rsu, “pur avendo preso atto positivamente di una disponibilità ad una parziale ripartenza dello stabilimento, attualmente fermo e in previsione dell’incontro di lunedì prossimo al Ministero dello Sviluppo Economico, hanno deciso di mantenere l’iniziativa di lotta e il presidio con tutti i lavoratori, auspicando che da quel confronto scaturisca il piano industriale di tutto il gruppo che chiarisca il futuro anche dello stabilimento di Novi Ligure”. 

I sindacati provinciali hanno inoltre chiesto una rotazione del personale coinvolto che consenta a tutti di integrare l’ammortizzatore con periodi di effettivo lavoro”.

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Sul punto, hanno sottolineato le parti sociali “l’azienda si è resa disponibile, ma sarà oggetto di contrattazione e verifica tra le rsu e la direzione aziendale dal momento in cui le trattative riprenderanno. Il clima di incertezza e confusione è ancora molto presente tra i lavoratori che chiedono chiarezza sulle prospettive future”.