Discarica di Sezzadio: Rita Rossa risponde ai Comitati di Base. “Non voglio influenzare il Tar”

PROVINCIA – Non tifo per la Riccoboni ma si tratta di un’azienda seria. Si può riassumere così la posizione della presidente della Provincia, Rita Rossa, sulla vicenda della discarica di Cascina Borio a Sezzadio. Ai microfoni di Radio Gold News, la numero uno di Palazzo Ghilini ha risposto alla lettera aperta dei Comitati di Base della Valle Bormida. In questo testo gli attivisti hanno accusato la stessa Rossa di tentare di influenzare la decisione finale del Tar, prevista a marzo, sul progetto di discarica, respinto invece dalla Provincia dopo la Conferenza dei Servizi. I cittadini fanno riferimento a una lettera privata inviata da Rita Rossa alla Riccoboni che gli stessi legali dell’azienda hanno allegato alla richiesta di ricorso al Tar: una frase, in particolare di questa missiva ha scatenato l’indignazione dei cittadini dell’acquese. “Auspico” scrive Rossa “che la serietà della vostra iniziativa potrà già in quella sede trovare la corretta risposta in termini di giustizia, utile al superamento delle difficoltà operative finora riscontrate.”

“La Riccoboni aveva chiesto di incontrarmi ma” ha raccontato Rita Rossa a Radio Gold News “ho deciso di declinare l’invito prima dell’udienza del Tar. Il mio non è stato un atto amministrativo. Non ho preso una posizione attraverso l’avvocatura della provincia. Ma” ha però precisato la presidente “ho solo risposto con una lettera di cortesia a un imprenditore serio, che fa pil rispettando l’ambiente. Stiamo parlando di un imprenditore leader nella green economy, come ha indicato Ecomondo, uno dei pochi che fa attività di recupero e bonifiche e smaltimento di materiali che inquinerebbero il territorio.”

Sulla vicenda della discarica di Cascina Borio, un progetto respinto dalla Conferenza dei Servizi Rita Rossa ha poi ricordato che “ci sono questioni ambientali che vanno approfondite a maggior tutela, questioni urbanistiche che il Comune di sezzadio deve prendere in carico.La logica di pensare che, deve esserci sempre qualche interesse dietro, non mi appartiene. L’attività di quell’imprenditore è seria.”

Questa la lettera integrale dei Comitati di Base della Valle Bormida: 

«Gentile Presidente Rita Rossa,

Abbiamo letto con un certo stupore, e con grande indignazione, la lettera da lei inviata ai legali della Riccoboni spa, e da loro astutamente allegata alla documentazione facente parte del ricorso dell’azienda contro il ‘no’ espresso al progetto di discarica per l’area di Cascina Borio a Sezzadio.

Con stupore, perché, visto che la Provincia ha già espresso il suo parere (negativo) sul progetto, attraverso gli atti della Conferenza dei Servizi, è quantomeno strano che Lei, come Presidente dell’Ente, torni su un argomento che per quanto riguarda la sua giurisdizione ha ampiamente concluso il suo iter.

Con indignazione perché la frase “Auspico peraltro che la serietà della vs iniziativa potrà già in quella sede trovare la corretta risposta in termini di giustizia, utile al superamento delle difficoltà operative finora riscontrate”, rivela il suo tifo a favore dell’azienda e il suo scarso rispetto delle istanze del territorio.

Un fronte compatto, formato dalla popolazione, coordinata dai Comitati di Base, e dai sindaci di più di 20 località del territorio ha più volte manifestato la sua contrarietà ad un’opera che rappresenta solo un inutile rischio per l’incolumità della falda acquifera sottostante, una falda di acqua pura, in grado di dissetare, alla bisogna, anche 200.000 persone al giorno, e individuata peraltro come riserva strategica regionale.

In tre anni di battaglia, signora Rita Rossa, Lei non è mai intervenuta a nessuna delle numerose riunioni che si sono svolte sul territorio e in cui si è dibattuto il tema della discarica, né ha mai in alcun modo partecipato al dibattito, in cui invece hanno avuto un ruolo di primo piano altri esponenti, locali e nazionali del suo partito, che hanno pubblicamente preso posizioni anche forti di contrasto all’opera. Le cave di Sezzadio sono già state ricoperte, per effetto di una legittima delibera del Comune di Sezzadio. E che lo stesso Comune sta portando avanti sul suo territorio un meritorio progetto di tutela ambientale.

Ora, approfittando del suo ruolo di Presidente della Provincia, carica a cui nessuno l’ha eletta, ma che le è toccata solo in quanto sindaco del Comune più popoloso, assistiamo a un suo tentativo di influenzare la decisione finale del Tribunale Amministrativo Regionale.

Si tratta di un gesto inqualificabile, di una pugnalata alle spalle del territorio, di una assoluta mancanza di rispetto nei confronti di chi, nella Provincia da lei (ahinoi) rappresentata, vive quotidianamente.

È lecito chiedersi dove lei voglia arrivare. Ma sappia che non si può riportare indietro il tempo, nè cancellare con una lettera tre anni di lotte ambientali che hanno fatto profondamente cambiare la mentalità del territorio su questi temi, e soprattutto sulla tutela delle falde.

Al di là del fatto che è quantomeno singolare che il Presidente di un Ente pubblico spenda parole a favore del progetto (privo dell’attribuzione di pubblica utilità) di una ditta privata, che peraltro rischia di mettere a repentaglio una risorsa pubblica come l’acqua, ci verrebbe da ricordarle le numerose interrogazioni parlamentari portate in discussione, nei confronti dell’azienda in questione da elementi del suo stesso partito, il PD, che evidentemente ne hanno un’immagine differente dalla sua.

Se l’iniziativa della ditta Riccoboni è per Lei connotata di tanta serietà, considerando le note difficoltà in cui si dibatte la città di Alessandria, di cui Lei è sindaco, e che fa i conti con una crisi senza precedenti, ci chiediamo come mai non colga la palla al balzo, e non inviti l’azienda a investire direttamente sul suolo della sua città. Sempre che ai suoi cittadini faccia piacere…

Come Comitati di Base, riteniamo del tutto inaccettabile il contenuto della sua lettera. Lei non si è mai interessata di Sezzadio, e il territorio non ha bisogno del suo interessamento. Rivolga dunque la sua attenzione altrove: il territorio non si tocca».