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PIEMONTE – Pesantemente condizionato dall’emergenza Covid, nel primo trimestre del 2020 il valore delle esportazioni piemontesi di merci è stato pari a 10,8 miliardi di euro, evidenziando un calo del 5,8% rispetto al dato del I trimestre 2019. Nello stesso periodo, il valore delle importazioni di merci è diminuito del 4,9%, attestandosi a quota 7,7 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale si è confermato positivo per 3,1 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 3,3 miliardi di euro del I trimestre 2019. Nonostante la performance critica, il Piemonte continua a essere, comunque, la quarta regione esportatrice, con una quota del 9,6% delle esportazioni complessive italiane, incidenza, tuttavia, in netto ribasso rispetto al 10% segnato nello stesso periodo dell’anno precedente.
L’emergenza da Covid-19 sta iniziando purtroppo a colpire duramente le nostre imprese. In questo primo trimestre, interessato solo in parte dal lockdown, il trend della nostra regione è peggiore di quello italiano e delle altre regioni nostre competitor quali Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Le nostre vendite oltre confine non possono essere lasciate in balìa di un mercato disorientato e confuso: il nostro made in Italy e il nostro made in Piemonte devono essere subito sostenute con politiche urgenti a favore dell’internazionalizzazione – commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte – il lavoro svolto in questi anni  per valorizzare i tanti settori che ci caratterizzano non può essere disperso, ma deve essere ulteriormente riconosciuto investendo in risorse economiche e progetti innovativi  e ad alto contenuto tecnologico”.

Nel dettaglio, nel I trimestre dell’anno, tutti i comparti di specializzazione delle esportazioni regionali, a eccezione di quello alimentare, hanno evidenziato performance fortemente negative. La meccanica, diventato primo settore per le esportazioni regionali al posto dei mezzi di trasporto, ha subito un calo delle vendite oltre confine del 10,6%. L’automotive ha segnato un battuta d’arresto del 12,7% e un calo a doppia cifra ha riguardato anche il comparto dei metalli (-14,7%). Il tessile ha ridotto le esportazioni del 7,6%, mentre un calo meno intenso ha caratterizzato la gomma plastica (-4,6%) e la chimica (-0,7%).
L’industria alimentare e delle bevande, in netta controtendenza, ha mostrato una crescita delle vendite all’estero dell’11,3%. Nel periodo gennaio-marzo 2020 il bacino dell’Ue 27 ha attratto il 56,8% dell’export regionale mentre il 43,2% si è diretto verso mercati extra-Ue 27. Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono diminuite del 4% rispetto allo stesso trimestre del 2019. I più importanti mercati dell’area per le merci piemontesi si confermano quello francese e quello tedesco, con quote rispettivamente pari a 14,5% e 13,9%.

Le esportazioni verso i Paesi extra-Ue 28 hanno registrato una flessione di intensità doppia (-8,0%) rispetto a quella evidenziata per l’area comunitaria. Al calo del 13,7% delle vendite verso gli Usa segue la flessione dell’11,7 registrata verso la Gran Bretagna. Pesante anche la battuta d’arresto sul mercato svizzero (-26,5%) e su quello cinese (-19,7%). In crescita solo Turchia e Corea del sud. A livello territoriale tutte le provincie evidenziano dinamiche negative. La realtà che mostra il calo più intenso è Alessandria (-19,6%), penalizzata dalla performance del settore orafo, seguita da Biella (-9,4%). Verbania (-0,4%), invece, risulta il
territorio meno colpito dal crollo delle vendite oltre confine nel trimestre in esame.

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