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ALESSANDRIA – In una nota la Solvay ha commentato l’esito della conferenza dei servizi di oggi confermando la piena fiducia nei confronti degli enti ma soprattutto chiarendo un aspetto: “La richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per l’estensione della produzione e dell’utilizzo di C6O4, oltre a soddisfare i criteri di sicurezza e migliorare la situazione ambientale complessiva, è necessaria per la continuità industriale del sito“. L’autorizzazione quindi, mette in chiaro il gruppo, è funzionale al proseguimento della produzione, con la priorità, ha aggiunto l’azienda di mantenere “l’impegno per la protezione dell’ambiente e della salute – nel rispetto del territorio, della popolazione e dei suoi dipendenti”. Solvay ha concordato una sospensiva di 60 giorni per esaminate le richieste delle Autorità e fornire la documentazione supplementare richiesta da Arpa in particolare che ha posto dei limiti decisamente più rigorosi rispetto a quelli proposti dal gruppo chimico.

Nel frattempo l’esito della conferenza è risultato indigesto al Comitato Stop Solvay. Il gruppo ambientalista ha accusato la Provincia di “non decidere“. Il rinvio a settembre ha permesso, dice il comitato, “di dare precedenza alle mezze misure che permetteranno a Solvay di ripresentarsi con nuove pretese“. “Se le Istituzioni, come ci raccontano, hanno a cuore il bene dei cittadini delle proprie comunità, devono avviare: lo screening medico di tutta la popolazione coinvolta e la verifica su tutti i pozzi degli acquedotti del nostro territorio”.