ACQUI TERME – Attraverso un piano di risanamento stragiudiziale l’Amministrazione di Acqui Terme ha deciso di chiudere la vicenda di Avim, società creata nel 2008 dal Comune sotto la giunta Rapetti, permettendo il riequilibrio della situazione finanziaria.

L’AVIM è una s.r.l. a capitale interamente pubblico che avrebbe dovuto procedere all’alienazione dei beni trasferiti, rimborsando i mutui in precedenza accesi e remunerando così il Comune di Acqui Terme. Da tempo però la società versava in una grave crisi finanziaria: a fronte di passività pari a oltre 3.600.000 euro, gli immobili attualmente, dopo una serie di svalutazioni, sono valutati a 1.700.000 euro. «Stiamo chiudendo – ha dichiarato il vicesindaco Paolo Mighetti – una delle pagine più grigie per il Comune di Acqui Terme. Fu un’operazione improntata a sostenere il bilancio comunale dell’epoca ma il risultato è stato solo quello di ritardare il risanamento dei conti. Sono oltre cinque anni che la società è in liquidazione, in quanto non ha rispettato gli impegni con i creditori. Il piano di risanamento stragiudiziale è stata l’unica mossa possibile per uscire da questa pessima situazione senza creare ulteriori danni al Comune».