Covid-19
adv-592

PIEMONTE – Quando “eravamo in emergenza, ogni Asl ha reclutato personale ovunque, inclusi i servizi veterinari o la medicina dello sport. Tutti hanno mostrato grande flessibilità. Ma in autunno non abbiamo scusanti“. Paolo Vineis, professore di epidemiologia all’Imperial College di Londra e membro della task force anti-Covid del Piemonte, in un’intervista a La Repubblica, parla della frammentazione delle regole diverse in ogni Regione e in ogni Asl all’interno di ogni Regione. “L’eterogeneità resta insita al nostro sistema. Ma ci si sta organizzando“, afferma.

Se per l’acquisto dei tamponi e dei vaccini contro l’influenza, secondo Vineis “le Regioni hanno avviato procedure efficaci“, per cui “stavolta non dovrebbero mancarci i tamponi“, il punto debole, secondo l’esperto sarebbe “la macchina per testare e isolare i positivi e rintracciare i loro contatti” che “è di un’importanza cruciale per contenere l’epidemia. È un meccanismo – sostiene l’epidemiologo – che deve essere oliato alla perfezione, partendo dai medici di famiglia che segnalano i casi, gli operatori che effettuano i tamponi, i laboratori che li analizzano, i servizi di prevenzione che effettuano le interviste sui contatti, il personale che raccoglie e,
possibilmente, digitalizza i dati. Ora, con pochi casi, è facile contenere i focolai. Ma anche con un sovraccarico tutto deve filare liscio. Questo è il momento di assicurarci che ogni anello della catena svolga il suo compito“.