Irresistibili Gli Omini a Paesaggi e Oltre. Recensione di “Coppa del santo”

CASTAGNOLE DELLE LANZE – E’ un teatro fatto di interazione con il pubblico e di capacità di osare quello de Gli Omini, compagnia già premiata con il premio Ubu, massimo riconoscimento teatrale a livello nazionale, in scena ieri sabato 7 agosto, a Paesaggi e oltre. La seguitissima rassegna di  teatro e musica d’estate nelle terre dell’UNESCO, alla sua  diciannovesima edizione con la direzione artistica e organizzativa del Teatro degli Acerbi, è talmente affermata da essere attesa e partecipata da un pubblico numerosissimo, che segue tutte le tappe dell’ideale viaggio nei paesaggi più belli delle Langhe e del Monferrato.

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Nel panoramico belvedere a fianco del Municipio di Castagnole delle Lanze oltre duecento spettatori (adeguatamente distanziati) hanno potuto assistere, anzi partecipare, a “Coppa del Santo. Agonismo e miracoli al tempo del distanziamento sociale” de Gli Omini, uno spettacolo sotto forma di gioco esilarante e irriverente con le vite dei santi. Un tabellone di file di carte rappresentano santi stilizzati con i simboli del loro martirio o dei loro prodigi, mentre due officianti, Luca Zacchini (anche autore dei disegni) e Francesco Rotelli, introducono un irresistibile gioco/cerimonia di stampo agiografico. Gruppi di santi prima e singoli santi poi si fronteggiano tra loro, grazie, di volta in volta, agli applausi, agli urli primitivi o ai segnali di gradimento del pubblico, fino alla vittoria di uno su tutti.

E’ una valanga inarrestabile di nozioni agiografiche precise, frammiste a qualche invenzione (come la vita di San Coso), che si sposa in modo irriverente con un fare cerimoniale, sottolineato da litanie, suoni di campanella e musiche decisamente non sacre. Così i santi martiri si scontrano con i crocifissi, le sante vergini con i santi nudi, i santi di strada (colonna sonora “Sono un ragazzo di strada”) con quelli d’aria (la canzone “Nell’aria” è la loro base). E poi i Vis (very important saints), ovvero i famosissimi, contro le Madonne, il cui culto è veramente pittoresco. Irriverente è il termine più usato per definire lo stile de Gli Omini (aggiungerei irresistibile), ma la loro forza sta nell’accuratezza della loro ricerca. Il testo di Giulia Zacchini è basato su ricerche precise nei tanti dizionari agiografici di ogni tempo (dalla Leggenda aurea in poi), contiene verità della fede tramandate nei secoli, oggetto di culto in tutta la loro stranezza. Il registro brillante e intelligente di “Coppa del santo” non perde un colpo, si mantiene elevato sino alla fine e stupisce per la capacità di intrigare e divertire alle lacrime senza mai andare sottotono. Zacchini e Rotelli interloquiscono con gli spettatori con fare solenne, rigorosamente mantenendo tra loro le distanziazioni previste dalla legge e facendone un elemento dello spettacolo. Si palleggiano miracoli e supplizi in equilibrio tra ironia e verità, con una naturalezza e una tempistica perfetti, non cadono mai nell’eccesso, perché supportati da una ricerca di base seria, e non scadono mai nella comicità prevedibile. E’ gioco, ma è vero teatro, soprattutto è una poetica giocosa, pungente e originalissima da scoprire.

E, alla fine, come sempre a Paesaggi, al teatro e alla bellezza paesaggistica si è sposato l’aspetto conviviale con la degustazione guidata di vini della Premiata Bottega del Vino di Castagnole delle Lanze.

Paesaggi e oltre prosegue il suo viaggio Martedì 11 agosto a Montegrosso d’Asti con un grande ritorno: il maestro delle scene Eugenio Allegri con “…e non c’era più per sempre.” il racconto di “Novecento”, la storia straordinaria della nascita di uno spettacolo che è entrato nel mito.

La rassegna è promossa dalla Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato, con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione C.R. Asti e Fondazione C.R.T e la collaborazione della Fondazione Piemonte dal Vivo. Fondamentale è l’apporto e dei quattro comuni facenti parte dell’unione: Castagnole Lanze, Coazzolo, Costigliole d’Asti e Montegrosso d’Asti.