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ALESSANDRIA – Nuovi ingressi di aziende private per la Fondazione Slala e passi avanti per il retroporto di Alessandria. È quanto emerge dall’ultima riunione del consiglio di amministrazione della fondazione presieduta da Cesare Rossini. Una riunione che ha sancito una nuova svolta nelle relazioni con i territori, le istituzioni e le imprese private, oltre a contribuire con nuovi studi alla elaborazione di strategie e politiche del trasporto pubblico.

In questi giorni sono già in corso di presentazione le richieste di ingresso da parte dei Comuni di Novi Ligure e Pozzolo Formigaro, dell’Università del Piemonte Orientale, della Provincia di Novara e del Comune di Trecate. Intanto tra un paio di settimane, dopo avere raccolto le manifestazioni di interesse, verrà assegnato l’incarico per la realizzazione dello studio del collegamento ferroviario fra i porti di Genova e Savona e lo scalo smistamento di Alessandria che servirà il Basso Piemonte. Prosegue poi l’attività della Commissione Mobilità per la logistica dei passeggeri che ha presentato il progetto di revisione della programmazione del sistema ferroviario sull’asse Torino–Asti–Alessandria–Milano. Il progetto, approvato da Slala, è stato trasmesso all’Agenzia regionale per la mobilità. Un ulteriore tassello degli studi promossi da Slala è infine il projetc work I sistemi del pendolarismo e della mobilità nel corridoio territoriale esteso del Sud Piemonte, elaborato da Elena Binello e attivato dalla Fondazione Slala con il Master di sviluppo locale dell’Università del Piemonte Orientale.

Sul fronte delle adesioni private sono invece diverse le richieste di ingresso in Slala. A farsi avanti sono stati Antas Srl di Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza, specializzata in progettazione, realizzazione e gestione di impianti tecnologici complessi e gestione di patrimoni immobiliari; Erre Inox Srl di Calolziocorte, in provincia di Lecco, la filiale italiana del Gruppo Raajratna Metal Industries Ltd si occupa della distribuzione in tutto il territorio europeo del filo di acciaio inossidabile trafilato; Solare Srl di Milano che opera nel settore del fotovoltaico. Delle richieste di adesione dal fronte pubblico, invece, Cesare Rossini sottolinea il rilievo strategico di tutte quelle arrivate finora, sottolineando in particolare quella dell’Università del Piemonte Orientale che ha dimostrato “disponibilità di confronto sul progetto di un corso di logistica“. La Regione Piemonte, dopo l’adesione a Slala, ha intanto comunicato attraverso l’assessore ai Trasporti, Marco Gabusi, di avere designato Ezio Elia, responsabile del settore pianificazione e programmazione trasporti e infrastrutture della Regione Piemonte, quale membro del Cda della Fondazione Slala che «sarà invitato permanente in tutte le Commissioni» come precisa lo stesso Rossini.

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Nel corso dell’assemblea è stato definito anche l’asset per la logistica delle merci. Il presidente è Francesco Mariani (già segretario generale di Assoporti e amministratore della Gancio Editore Shipmag.it; è stato nominato da Slala anche all’interno della cabina di regia di Uirnet per la elaborazione e realizzazione del nuovo progetto di Piattaforma logistica digitale nazionale) e i membri sono Nicola Bassi (coordinatore), Cristina Bargero, Rodolfo De Dominicis, Fabrizio Dellachà, Francesco Maresca, Gaudenzio Sorteni. A loro si aggiungono Bruno Pasero e Aldo Gregori, invitati permanenti della Commissione.

Novità in vista inoltre per il Basso Piemonte con Alessandria che sarà il nuovo hub ferroviario collegato con la Liguria con treni – shuttle. “Lo studio del collegamento ferroviario fra i porti di Genova e Savona e lo smistamento dovrà definire il modello, definito da parte di Uirnet e Rfi che dovrà ridisegnare lo scalo alessandrino, dove verranno composti i treni che ripartiranno verso le destinazioni finali nazionali e internazionali“, spiega Nicola Bassi. “L’obiettivo è garantire un maggiore traffico ferroviario che consenta di alleggerire la pressione sui porti liguri. La sfida è rappresentata da un modello di trasporto ferroviario su breve distanza, che già da solo è una novità, cui si aggiunge la sfida della sostenibilità economica. Lo scenario cui si lavora è quello di uno scalo ‘passante’ ad Alessandria dove gli ‘shuttle’ garantiranno un movimento di treni sostenibile dal punto di vista economico“, aggiunge.

Al Consiglio di amministrazione di Slala sono stati presentati, dalla Commissione Mobilità delle persone presieduta da Alessandro Traverso, due documenti di studio e progettazione. Il progetto di revisione della programmazione del sistema ferroviario sull’asse Torino – Asti – Alessandria – Milano (elaborato da Giovanni Currado e Angelo Marinoni della Commissione Mobilità delle persone) si sviluppa su due piani: una prospettiva di programmazione a breve termine che a costo quasi zero (modifiche di pochi minuti degli orari dei convogli, allungamento di alcune tratte) potrebbe consentire di migliorare e rendere più efficienti i collegamenti ferroviari; quella più a lungo termine della pianificazione di un nuovo sistema di collegamento di treni regionali veloci. Lo studio, trasmesso all’Agenzia piemontese per la mobilità, contiene una dettagliata analisi dei dati dei flussi dei pendolari e l’offerta ferroviaria. I limiti oggi dell’assetto del trasporto pubblico ferroviario è nelle competenze amministrative che coinvolgono tre regioni (Piemonte, Lombardia e Liguria) e la mancanza di un dialogo fra gli enti rispetto alla messa a punto di orari che consentano di sfruttare al meglio gli attuali convogli.

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Il secondo è il projetc work “I sistemi del pendolarismo e della mobilità nel corridoio territoriale esteso del Sud Piemonte” che ricostruisce lo scenario urbano, economico e dei flussi nel potenziale “corridoio territoriale” tra le città del sud Piemonte, i poli metropolitani di Torino e Milano e l’arco ligure. Nelle 90 pagine di analisi del pendolarismo e delle dinamiche territoriali emerge chiaramente come il miglioramento delle connessioni debba essere affiancato dal potenziamento dei servizi per rendere più attrattivi e competitivi i territori del sud Piemonte rispetto alle aree metropolitane lombarde e piemontesi.