Crisi by robert metz-unsplash
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ALESSANDRIA – L’analisi della Cgia di Mestre è impietosa, il settore dell’artigianato è in affanno evidente anche per colpa dell’emergenza connessa al covid. In tutta Italia, nei primi sei mesi del 2020, sono sparite 4.446 aziende. Nel primo e secondo trimestre il saldo tra imprese iscritte e cessate è stato tra i peggiori degli ultimi 10 anni dimostrando la difficoltà nel sostenere l’urto della crisi e il Piemonte è una delle regioni più in difficoltà, al quinto posto per cessazione di imprese (-455 nel primo semestre). Peggio hanno fatto solo la Lombardia (-1.244), l’Emilia Romagna (-881) e il Veneto (-687). Per quanto riguarda le province Alessandria è al 34esimo posto per numero di realtà perdute nei primi sei mesi dell’anno. L’Alessandrino ha assistito alla cessazione di 424 realtà che hanno prodotto un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni pari a -74.

Lo scenario è allarmante in tutto il paese con poche eccezioni, sono infatti solo 16 le province che hanno visto crescere il numero di imprese artigiane. A questa situazione si aggiunge la paura per un futuro che rischia di peggiorare ancora, come ha spiegato il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo. Le paure sono legate a “un nuovo lockdown generalizzato” che “darebbe il colpo di grazia ad un settore che da 11 anni a questa parte sta costantemente diminuendo di numero. Dal 2009, infatti, hanno chiuso definitivamente la saracinesca 185 mila aziende artigiane. Questo ha avviato la desertificazione dei centri storici e delle periferie, contribuendo a peggiorare il volto urbano delle nostre città che, anche per questa ragione, sono diventate meno vivibili, meno sicure e più degradate. Sia chiaro: soluzioni miracolistiche non ce ne sono, anche se è necessario un imminente intervento pubblico almeno per calmierare il costo degli affitti, ridurre le tasse, soprattutto quelle locali, e facilitare l’accesso al credito. Nonostante i prestiti erogati con il decreto liquidità, sono ancora tantissime le imprese artigiane che non trovano ascolto presso le banche, con il pericolo che molte di queste finiscano nella rete tesa dagli usurai”. A preoccupare ancora di più le nuove modalità di accesso al credito bancario, destinate a inasprirsi e a divenire più restrittive dal primo gennaio 2021″.
Tabella cgia crisi covid
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Photo by Robert Metz on Unsplash

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