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TREVILLE – L’emergenza sanitaria attualmente in corso non permette di realizzare eventi e concerti dal vivo. Così, Marco Fasano, classe 1989, non si è lasciato scoraggiare e ha deciso di re-inventare il rapporto con il suo pubblico. Il frontman della tribute band Amalo – Tributo a Renato Zero, utilizzando i social network, è riuscito a proporre uno show rivisitato, particolarmente apprezzato dagli utenti del web. La diretta di domenica 15 novembre sulla pagina Facebook del Tributo ha registrato, infatti, ampi consensi con numeri da record. A testimoniarlo, i circa 1260 commenti e l’elevato numero di like. Il format proposto, però, non è nuovo. Il cantante, noto in provincia di Alessandria e non solo, aveva già utilizzato le medesime modalità per collegarsi con i suoi fan durante il primo lockdown, riuscendo a radunare attorno a sé una gremita community di follower sui diversi social network.

DOMANDA – Marco, quando e come è nata la tua passione per Renato Zero?
RISPOSTA – La mia passione per Renato Zero nasce nell’estate del 2002, quando i miei genitori decisero di portarmi a vedere un concerto di una tribute band a lui dedicata. Non fu una folgorazione, ma quel concerto provocò in me curiosità verso questo grandissimo artista. Nei mesi successivi iniziai a cercare informazioni e a interessarmi alla sua musica. Tutto avvenne in maniera graduale e spontanea e, piano piano, con il passare degli anni, Renato Zero diventò, a tutti gli effetti, il mio cantante preferito; iniziai, infatti, anche a seguirlo nei concerti e a collezionare tutta la sua discografia (vinili, cd, dvd, ecc…).

D – Perché hai deciso di fondare un tributo dedicato a Renato Zero?
R – Il tributo a Renato Zero nasce per caso in un pub nell’autunno del 2013, quando, spinto da alcuni amici, vinsi la mia timidezza e provai a cantare una sua canzone al karaoke. Con mio grande stupore, l’esibizione andò benissimo e le persone presenti all’interno del locale mi applaudirono con vigore. Da quel momento, nei fine settimana iniziai a cantare spesso nei locali karaoke. Più passava il tempo e più le mie performance aumentavano, così come i consensi. Nell’estate del 2015, quasi per gioco, decisi di mettere su uno show tutto mio e di esibirmi in un locale del mio paese, Treville. La serata andò benissimo e quel concerto mi diede la spinta per decidere di iniziare a portare il mio spettacolo in giro per il Piemonte e non solo. Nei primi tre anni mi sono esibito nel formato “one man show”, utilizzando basi strumentali. Nel 2018 conobbi la band che tutt’oggi mi accompagna. Il motivo preciso che mi ha spinto a iniziare questa avventura credo, però, di non saperlo; magari un giorno lo scoprirò.

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D – Cosa caratterizza i tuoi concerti?
R – I miei concerti sono caratterizzati dal tentativo di voler trasmettere al pubblico l’atmosfera magica e il messaggio umano contenuto negli spettacoli e nelle canzoni di Renato Zero, senza cadere mai nella parodia o nell’imitazione. I costumi di scena che indosso nello show fanno in modo che io vinca la mia timidezza, così da permettermi di dare sempre il massimo in ogni occasione. Pur avendo di natura un aspetto fisico e una linea vocale simili ai suoi, tengo molto a rimanere me stesso, evitando parrucche e artifizi vari, caratteristica, a mio parere, fondamentale per creare con il pubblico un rapporto duraturo, che vada ben oltre i facili entusiasmi di una serata.

D – Perché, in questo periodo, hai deciso di fare alcune dirette Facebook?
R – Ho deciso di fare alcune dirette Facebook per donare qualche momento di spensieratezza e stare vicino al mio pubblico in questo momento storico così delicato. Ho ricevuto tanto dalle persone che mi seguono e penso sia giusto ogni tanto ricambiare, soprattutto nel momento del bisogno.

D – Attualmente, com’è, secondo te, la situazione in cui versa il mondo dello spettacolo e della musica?
R – La situazione del mondo dello spettacolo e della musica è drammatica. Spero che le persone, e soprattutto i governi, capiscano al più presto che dietro a questo mondo ci sono tantissimi lavoratori che meritano rispetto, sussidi e aiuti, come per tutte le altre categorie di lavoratori considerati “normali”. Perché, comunque vada, la musica ci salverà!

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D – Quali emozioni provi quando canti?
R – Provo ciò che prova il pubblico, e il pubblico prova le emozioni che provo io. È uno scambio continuo, un moto perpetuo infinito che mi commuove e mi permette di sentirmi vivo!

Per rimanere aggiornati e continuare a seguire le iniziative di Marco Fasano e di Amalo – Tributo a Renato Zero è possibile consultare il sito della band amalozero.com, oppure le pagine social ufficiali, come Facebook, YouTube e Instagram.

Foto di Antonio Fioretto