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PIEMONTE – Con grande orgoglio il presidente del Piemonte Alberto Cirio, con a fianco il sindaco di Casale Monferrato Federico Riboldi hanno rimarcato la volontà di candidare il Piemonte nella gestione nazionale del vaccino anti coronavirus“. Il ruolo di primo piano spetterà proprio a Casale, la “Capitale del Freddo”. Entro fine mese il gruppo di lavoro già creato ad hoc completerà il cosiddetto “Dossier Piemonte” una puntuale risposta alle richieste del Commissario Straordinario Arcuri. “Il Piemonte è un’eccellenza sulla tecnologia del freddo e la sua logistica, la mettiamo a disposizione per tutta Italia” ha rimarcato Cirio.

“Mettiamo a disposizione il nostro know how, le nostre conoscenze” ha rimarcato il sindaco di Casale Federico Riboldil’industria del freddo a Casale nasce nel 1948 per la necessità di celle per conservazione carni. Oggi nel casalese ci sono 30 aziende, 10 leader mondiali, 2500 addetti, 1 miliardo e mezzo di fatturato. Ci siamo attivati appena abbiamo sentito la necessità. Facciamo appello al Commissario Arcuri di affidarsi a chi, come noi, ha competenze specifiche. Abbiamo creato un progetto comune, tra aziende anche concorrenti tra loro, trovando la soluzione migliore dal punto di vista tecnico”. 

Il dossier che il Piemonte e l’industria del freddo casalese in prima fila stanno completando comprende tutti i passaggi logistici, dalla produzione di strumentazioni in grado conservare il vaccino a basse temperature, alla sua distribuzione”. “Il piano” ha detto Marco Buoni, presidente di Area, l’associazione europea che comprende aziende e tecnici del freddo “sarà completato entro la prossima settimana e riguarderà sia i vaccini da conservare a -80 gradi fino a quelli a +4 gradi. Possiamo vantare le eccellenze nella produzione, nel trasporto e nella logistica del freddo. Lo abbiamo già dimostrato durante il primo lockdown. Stiamo facendo un lavoro adeguato”. 

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“Se infatti il vaccino Pfizer potrà essere conservato fino a sei mesi ma con celle a -75 gradi, ci sarà anche quello di Moderna, a -40 gradi” ha precisato Buoni “la città di Casale si candida a essere anche uno dei punti di stoccaggio, dopo che le dosi arriveranno a Malpensa. Ci hanno detto che dall’areo il vaccino dovrà passare in un box con ghiaccio secco ma a nostro avviso serve qualcosa di più sicuro, che comprenda un impianto di refrigerazione. Stiamo studiano piano che possa garantire ogni punto di stoccaggio in Italia. Bisogna ovviamente muoversi per tempo, da subito, non si può aspettare gennaio. In Italia arriveranno a fine gennaio 3.4 milioni di dosi del vaccino di Pfizer, da distribuire a 1.7 milioni di persone. La prima tranche andrà agli ospedali per il personale sanitario, e ai soggetti fragili e agli operatori delle rsa”. 

Per la distribuzione, infine, intenzione della Regione è anche quella di riconvertire gli attuali hotspot.L’ultimo miglio della distribuzione, a livello piemontese” ha detto Cirio “spetterà alle 1600 farmacie e per questo anche stavolta Federfarma è al nostro fianco”.

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