Alberto Cirio
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PIEMONTE – Ci siamo arrabbiati e non ci siamo piegati di un millimetro“. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio oggi ha utilizzato un tono di voce insolitamente più alto per evidenziare tutta la sua stizza rispetto al ritardo accumulato dalla società Sanofi nella distribuzione del vaccino antinfluenzale. “Non stiamo parlando di sedie, ma di vaccini, fondamentali per la salute dei piemontesi ha sottolineato il Governatore che ha poi fatto un passo indietro per raccontare come Palazzo Lascaris abbia voluto agire qualche mese fa per non farsi trovare impreparato. Già a maggio avevamo esperito i bandi di gara, acquistando 1 milione e 320 mila dosi di vaccino antinfluenzale (al prezzo di 5 euro a vaccino), quasi il doppio rispetto allo scorso anno, capace di garantire l’immunizzazione, considerata ottimale dal ministero della Salute, di oltre il 94% della popolazione a rischio. Finora, però, ci sono state consegnate solo 900 mila dosi e senza rispettare il cronoprogramma delle forniture, creando situazioni di tensioni tra farmacisti, medici e pazienti, mentre la responsabilità è solo della ditta che non sta mantenendo gli impegni assunti. Come motivazioni ci hanno detto che c’è la pandemia, che hanno più richieste ma noi non ci pieghiamo di un millimetro. Teniamo la schiena dritta. La pandemia non deve diventare un alibi per non adempiere agli impegni coi cittadini. Chiediamo tempi certi e siamo pronti a far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

La Regione è pronta ad avviare una azione penale nei confronti dell’azienda Sanofi, vincitrice dell’appalto, che ha manifestato difficoltà nel rispettare le tempistiche di consegna. “Abbiamo registrato una serie di inadempienze civilistiche e penalistiche. La azienda Sanofi ha addotto una giustificazione puerile, era consapevoli che con quelle condizioni occorreva premunirsi ad acquistare la merce. Oltre alla diffida, c’è la possibilità dell’acquisto in danno: la Regione si rivolge ad un’altra ditta per l’acquisto e i costi, anche se superiori, se li accolla la Sanofi” ha spiegato il coordinatore dell’area giuridico-amministrativa dell’Unità di crisi, Antonio Rinaudo “ma data la penuria di vaccini sul mercato internazionale, potrebbe essere difficile trovare un’azienda presso cui comperare le dosi mancanti. C’è poi l’azione civile di risarcimento danni e quella penale, la più immediata, perché ci troviamo di fronte a un reato previsto dall’articolo 355 del codice penale, che punisce gli inadempimenti di contratti di pubbliche forniture”.

Un ritardo che, però, ha rassicurato il professor Giovanni Di Perri, infettivologo e responsabile Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, non comporterà conseguenze per la salute dei piemontesi: “C’è ancora più di un mese di tempo prima del picco, che di solito avviene a fine anno. Siamo ampiamente in tempo: ricordo poi che quest’anno stiamo vivendo un periodo atipico, con i movimenti da Oriente a Occidente che si sono ridotti. Le infezioni avranno probabilmente dei tempi di trasmissione diversi. Insomma, i vaccini finora già fatto sono di un volume più che ragionevole per salvaguardare la parte più debole della popolazione, c’è tempo fino al 20 dicembre c’è tempo, visto che il vaccino inizia ad avere effetto già dopo 10-15 giorni”.

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“Nonostante le difficoltà” ha comunque rimarcato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardiin tre settimane di campagna sono state comunque già vaccinate in Piemonte oltre 613 mila persone, un numero vicino ai soggetti vaccinati in tutto il 2019 che sono stati 700 mila. Sanofi ci ha comunicato oggi l’estrema difficoltà a consegnarci le 400 mila dosi restanti e, pertanto, non vedo altra strada che agire per via legale richiedendo l’adempimento degli impegni contrattuali che l’azienda aveva assunto a maggio con la Regione”. 

“Il ritardo nella consegna dei vaccini antinfluenzali non è responsabilità né dei medici di famiglia, né delle farmacie e tantomeno della Regione Piemonte – ha sottolineato Massimo Mana, presidente di Federfarma PiemonteSiamo perfettamente consapevoli della criticità della situazione e, per questo, siamo disponibili, anche a mettere nuovamente a disposizione della Regione Piemonte, come ci è stato richiesto, le 16 mila dosi di vaccino che ci erano state destinate straordinariamente, in base all’accordo Stato-Regioni, per la vendita in farmacia sul libero mercato a soggetti non a rischio, affinché possano essere garantite in questo momento alle fasce più a rischio della popolazione che devono essere vaccinate dal servizio sanitario pubblico”.