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ALESSANDRIA – La nomina di Mario Raviolo a commissario straordinario dell’ospedale di Alessandria per la gestione dell’emergenza covid ha suscitato subito forti polemiche in ambito politico. Il consigliere regionale del PD Domenico Ravetti, anche a nome del Pd di Alessandria, è rimasto perplesso per la scelta di introdurre questa nuova figura. “Il Partito che esprime l’assessore regionale alla sanità, la Lega, ha risposto alle nostre preoccupazioni sulla gestione complessiva dell’emergenza Covid-19 definendoci “iene e sciacalli”. Noi non abbiamo espresso alcun giudizio sull’operato dei dirigenti delle Aziende Sanitarie Regionali perché avevamo come unico obiettivo quello di evidenziare i problemi per trovare insieme le necessarie soluzioni. Leggiamo però che di domenica, in una fase di regressione dei contagi, pur nella massima allerta per le note criticità che ci obbligano nella “zona rossa”, l’Assessore alla sanità ha deciso di commissariare proprio per l’emergenza Covid-19 l’ospedale di Alessandria che è hub di riferimento per il quadrante Asti Alessandria. Non vorremmo nuovamente essere giudicati, come in questi giorni è stato fatto “iene o sciacalli”, ma sarebbe utile, in particolare per non allarmare i cittadini, conoscere le ragioni che hanno portato repentinamente a modificare gli assetti del vertice della nostra Azienda ”.

Ancor più tagliente soprattutto sulla scelta di nominare proprio Raviolo quale commissario straordinario, anche il segretario cittadino del Pd Rapisardo Antinucci. Il politico ha infatti ricordato che il presidente Alberto Cirio “cacció Raviolo dell’unità di crisi della regione Piemonte per manifesta incapacità”. Antinucci ha anche ricordato che il nuovo commissario “si rese protagonista del rifiuto di medici di supporto che la Protezione civile offrì al Piemonte”. Per questo ha criticato la scelta di nominare Raviolo, una decisione, ha concluso, che “in quarant’anni di attività politica” non aveva mai visto: “compensazioni ed equilibri politici del centro destra sulla salute dei cittadini”.