adv-30

ALESSANDRIA – Un secolo di morti e veleno può bastare“. Con queste parole il Comitato Stop Solvay è tornato a invocare lo stop della produzione di PFas nello stabilimento di Spinetta Marengo, oltre a uno screening sanitario della popolazione del sobborgo alessandrino, un monitoraggio dei pozzi pubblici e privati e la pubblicazione da parte di Arpa dei dati sulla presenza proprio delle sostanze PFas e C6O4 in atmosfera. Il Comitato di cittadini è tornato a farsi sentire dopo l’incidente avvenuto la scorsa settimana all’interno del polo chimico, oltre a rimarcare altri due incidenti delle settimane passate, secondo il Comitato Stop Solvay “rimasti silenti ma altrettanto significativi. Nel giro di pochi mesi, all’interno dello stabilimento un operaio ha perso un dito durante il suo turno di lavoro ed un secondo è caduto nel vuoto da un’altezza di circa 5 metri. Nonostante ciò, Solvay ha avuto il coraggio di affermare, per l’ennesima volta, di avere come priorità il benessere e la sicurezza dei lavoratori e della comunità in cui opera. Come può, un’azienda che di fronte alla pubblicazione degli allarmanti studi epidemiologici di Arpa Piemonte e ASL AL sulla popolazione della Fraschetta ha pensato bene di tirare in ballo “gli stili di vita dei cittadini”, avere il coraggio di affermare che la sicurezza dei lavoratori e della comunità sono la sua “priorità”? Secondo Andrea Diotto, direttore dello stabilimento di Spinetta Marengo, se nel sobborgo di Alessandria si muore di più e se nelle vicinanze del polo chimico i dati relativi a patologie e disturbi si fanno sempre più preoccupanti, non è forse perché la gente non adotta uno stile di vita salutista? Se davvero la comunità e i lavoratori fossero la priorità, Solvay avrebbe già investito i suoi ricavi miliardari in una bonifica reale, al posto di sbandierare comunicati in cui si vanta – dopo 18 anni di gestione del polo – di aver bonificato 1000 metri quadrati. Dopo i rilevamenti allarmanti di cC6O4 in pozzi e acquedotti della provincia, avrebbe sospeso la produzione in attesa di accertamenti, invece che millantare una barriera idraulica che non si può che definire non funzionante. Per noi la tutela della salute e della comunità sono tutt’altra cosa e possano dalla riconversione in senso ecologico dell’azienda e dalla messa al bando di qualsiasi tipo di PFAs dalla sua produzione. Vogliamo che, come i PFAs, siano messe al bando anche le squallide operazioni di propaganda aziendale, per lasciare spazio ad azioni concrete a garanzie della salute dei lavoratori e della nostra comunità, tutta:
– screening della popolazione;
monitoraggio e pubblicazione da parte di Arpa dei dati inerenti l’inquinamento atmosferico e della presenza di PFAs e cC6O4 in atmosfera (sappiamo che questi inquinanti si trovano nella falda e nei nostri fiumi, ma cosa respiriamo tutti i giorni?)
– monitoraggio di pozzi pubblici e privati”. 

Non si è fatta attendere la replica dell’azienda, a proposito dei diversi punti toccati dal Comitato, a partire dagli altri due infortuni sul lavoro: “Solvay ribadisce il proprio impegno concreto in un’attività industriale che ha come obiettivo fondamentale la sicurezza e la salute dei lavoratori così come dei cittadini e la salvaguardia del territorio. Tutti gli infortuni vengono regolarmente comunicati all’Inail. Lo stabilimento di Spinetta Marengo opera con un elevato grado di sicurezza e i dati sugli infortuni nel sito di Spinetta Marengo (circa 0,6 infortuni ogni milione di ore lavorate) si attestano ben al di sotto della media nazionale del comparto chimico (9,2).

A luglio, a seguito dello schiacciamento di un dito, un dipendente di una ditta esterna di pulizie, ha subito l’asportazione di una parte del pollice della mano sinistra all’altezza della prima falange. Ad agosto, a causa dell’inosservanza delle procedure di sicurezza di una ditta esterna, un dipendente Solvay è caduto dall’altezza di circa 4 metri. Dopo una notte di osservazione precauzionale in Pronto Soccorso, il dipendente è stato dimesso senza alcuna conseguenza rilevante.

adv-708

Sempre rispetto all’ultimo incidente, invece, la multinazionale ha anche rimarcato alcuni aspetti, ricostruendo quanto accaduto: “Durante un intervento di manutenzione in quota su una linea, è stata accidentalmente urtata una valvola che ha provocato l’uscita di una soluzione acquosa al 25% di acido cloridrico. I due tecnici di una ditta esterna, che stavano lavorando a bordo della piattaforma, sono stati immediatamente assistiti sul posto dal servizio sanitario dello stabilimento (medico competente e infermiere di turno presenti nel sito). Trasportati in pronto soccorso per le visite di controllo, sono stati entrambi in seguito dimessi dopo il necessario periodo di osservazione senza essere stati oggetto di ricovero, con prognosi relative a lesioni di tipo lieve e trattabili con terapia medica. Lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, in linea con i valori e la politica del Gruppo, considera la sicurezza e la salute dei lavoratori e della comunità un’assoluta priorità. Solvay aderisce al programma “Responsible Care”, il Programma volontario di promozione dello Sviluppo Sostenibile dell’Industria Chimica mondiale, secondo valori e comportamenti orientati alla Sicurezza, alla Salute e all’Ambiente, nell’ambito più generale della Responsabilità Sociale delle Imprese”.