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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Si intitola “Noi ci siamo” la campagna di comunicazione promossa dalla Camera del Lavoro di Alessandria e dal centro antiviolenza me.dea Onlus in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Attraverso manifesti e post sui social l’obiettivo dei due enti è tenere alta l’attenzione su una piaga che, purtroppo, nei mesi del lockdown si è addirittura aggravata. I dati dell’Istat ci dicono che dal 1 marzo al 16 aprile c’è stato il +73% di chiamate al numero verde antiviolenza 1522 rispetto allo stesso periodo del 2019, inoltre confermano la diminuzione delle denunce tra il 1 e il 22 marzo.
“Durante il periodo di lock down di questa primavera, e di nuovo nella fase che stiamo vivendo, le vittime si sono trovate nell’impossibilità di uscire di casa e questo ha determinato due aspetti, il primo riguarda una riduzione delle denunce per il limite di mobilità imposto e l’altro che le vittime sono state costrette in casa con il maltrattante, sottoponendosi a un più elevato rischio di violenza, che in alcuni casi è sfociato in femminicidio. È necessario non abbassare la guardia”.
Intervista a Maria Iennaco, della Segreteria della Camera del Lavoro

Sul territorio di Alessandria ci sono associazioni che lavorano contro la violenza per dare supporto alle vittime come me.dea con la quale la Cgil lavora in rete. La dimostrazione è tangibile sul manifesto dove viene indicato il numero del centro antiviolenza in modo da fornire il riferimento utile per trovare un supporto adeguato e competente.

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Il centro antiviolenza me.dea ha continuato, e continua tuttora, ad operare con regolarità, ricevendo richieste di aiuto e segnalazioni al numero verde 800 098 981 o via mail all’indirizzo [email protected]. Ugualmente funzionano le case rifugio e gli appartamenti di semi-autonomia di me.dea, in cui sono ospitate donne che sono fuggite da situazioni di pericolo, insieme ai loro figli.

Durante questa pandemia è emersa in maniera dirompente l’inadeguatezza del sistema di servizi per la cura e per il sostegno alla famiglia e questo ha portato tante donne a scegliere di dimettersi o a ridursi l’orario di lavoro. La Camera del Lavoro ha denunciato fin da subito come questo potesse essere un rischio per il territorio di Alessandria e per la sua economia, ma il pensiero va anche alle situazioni più preoccupanti nelle quali la riduzione dell’autonomia finanziaria della donna determina un peggioramento della sua condizione di libertà e, quindi, della sua autodeterminazione generando così ulteriori difficoltà. Si può sostenere che, nei casi in cui il maltrattante si trova nell’ambito familiare, il luogo di lavoro diventa una zona dove la vittima si sente al sicuro in quanto è un posto in cui lui non può entrare e quindi diventa fondamentale difenderlo.

Altro discorso, invece, è quando la violenza viene esercitata proprio all’interno dei luoghi di lavoro: dove il sindacato è presente la Cgil ha cercato di dare alle delegate e ai delegati gli strumenti per poterla intercettare e soprattutto per accompagnare le vittime a denunciare, aspetto sempre molto difficile proprio per paura di ritorsioni e per il timore di vedere messo in discussione il proprio posto di lavoro.

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