Turismo invernale: le regioni dell’Arco Alpino chiedono la chiusura dei confini

PIEMONTE – “Le Regioni si sono interrogate sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che il nostro pubblico vada a sciare in Svizzera, Slovenia o Austria“. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al termine della Conferenza delle Regioni che si è tenuta nella giornata di ieri. Il timore è che, con la chiusura degli impianti sciistici e degli hotel per fronteggiare la diffusione del Covid-19, gli italiani passino le loro vacanze oltreconfine con conseguente danno per il turismo nazionale. Il divieto di assembramento dovrà quindi essere il principio fondante su cui si baserà il nuovo Dpcm. Da qui la proposta di chiudere i confini alpini.

Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia insieme alle Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un tracollo del settore turistico invernale. In sintesi il documento prevede la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Questo taglierebbe fuori i giornalieri e i transfrontalieri provocando perdite minori a chi vive di turismo invernale. Il pendolarismo turistico, infatti, può essere un problema soprattutto nei weekend e durante le feste andando a intasare gli impianti sciistici e impedendo il tracciamento dei contatti.

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