Immagine Premio ambientalista dell’anno 2020 “Luisa Minazzi”: vince Rosario Esposito La Rossa
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CASALE – È stato assegnato a Rosario Esposito La Rossa il Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno“, alla sua 14^ edizione, promosso da Legambiente e dalla rivista La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore composto da esponenti di diverse associazioni di Casale Monferrato, vale a dire Avis, Afeva, CAI-Club Alpino Italiano, Scout Agesci, Auser, Equazione, Confraternita degli Stolti, Il Picchio, Legambiente, con la Città di Casale Monferrato e l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino.

A conquistare il pubblico, che nei mesi scorsi ha avuto la possibilità di esprimere online la propria preferenza sul sito www.premioluisaminazzi.it (più di 5 mila i voti complessivamente giunti), è stata la storia coraggiosa di Rosario Esposito La Rossa, classe 1988, di Napoli. Titolare della casa editrice Marotta Cafiero, che ha acquistato dai fondatori riconvertendola alla sostenibilità con inchiostri vegetali, colle senza plastificanti che permettono di produrre libri biodegradabili, Rosario combatte da anni per il suo quartiere, Scampia, una battaglia per la legalità e il radicamento civico. Ha così lanciato numerosi progetti, come la Scugnizzeria, una “piazza di spaccio creativo“, dove la rivoluzione passa anche dal marchio “Made in Scampia“, che mette insieme molte realtà locali. Autore teatrale e scrittore, Rosario sta fronteggiando una rara forma di cancro (“un regalo della Terra dei Fuochi”, dice) e ha dedicato il suo ultimo libro, “Assenti. Senza giustificazione” a tutti i bambini vittima delle mafie.

La cerimonia di consegna del Premio si è tenuta in streaming e non, come da tradizione, nella sala consiliare del Municipio di Casale: a causa delle limitazioni dovute al Covid-19 gli organizzatori hanno infatti deciso di “traslocare” in una stanza virtuale, dove accogliere tutti coloro che hanno a cuore ambiente, legalità e civismo, gli stessi valori a cui ha ispirato la sua intera vita Luisa Minazzi, a cui il Premio da diversi anni è dedicato. Luisa, prima di morire di mesotelioma a soli 57 anni, è stata infatti assessore comunale, oltre che attivista e direttrice didattica della scuola primaria di Casale Monferrato che oggi porta il suo nome, sempre battendosi in prima persona per i diritti delle persone esposte all’amianto.

I tanti che si sono collegati all’importante appuntamento, condotto dalla giornalista Marina Maffei, hanno potuto ascoltare dalla loro viva voce gli otto finalisti. Ognuno di loro ha raccontato la propria esperienza di vita e professionale, mostrando come la straordinarietà si manifesta e consolida attraverso piccoli gesti di coraggio, che, sommati, disegnano grandi cambiamenti.
Rosario Esposito La Rossa, al quale è stato assegnato il riconoscimento di Ambientalista dell’Anno, ha così accolto la notizia: “sono contento per la mia terra che a livello ambientale viene sempre raccontata in modo negativo e sono quindi felice di avere avuto occasione di dare lustro attraverso i libri e i miei progetti. È una felicità doppia, perchè oggi mia moglie Maddalena Stornaiuolo, con cui condivido da anni il mio percorso, ha ritirato a sua volta un nastro d’argento per un suo cortometraggio”.

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Accanto a Rosario Esposito La Rossa, erano candidati al Premio anche Vincenzo Balzani, tra i chimici più conosciuti al mondo, che da anni si spende in una intensa attività di divulgazione in particolare sui temi dell’energia e delle risorse; Famiglia Bertolino che a Vinovo (To) ha fondato Ri-generation, azienda che ricicla e rigenera elettrodomestici altrimenti destinati al macero ed esempio d’imprenditoria sociale; Alessandra Dolci, magistrato, Procuratore Aggiunto e dal 2018 a capo dell’Antimafia di Milano e dell’ufficio Misure di Prevenzione, impegnata anche in inchieste in campo ambientale; progetto “ProPositivo”, lanciato da un gruppo di giovani sardi nel 2009 per contrastare lo spopolamento ambientale e sociale della Sardegna dell’interno; progetto “Save the truffle”, ovvero Salviamo il tartufo, nato per portare l’attenzione sul problema della sopravvivenza nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato dei boschi a vocazione tartufigena, tasselli di biodiversità; Paolo Strano e la Onlus Semi di libertà, che dal 2014 forma detenuti e sviluppa idee imprenditoriali nel campo dell’economia carceraria; Alessandra Viola, giornalista, scrittrice e molto altro, che ha messo le parole al servizio di una missione importante: creare coscienza ambientale.

La cerimonia di premiazione, che ha visto l’assegnazione di riconoscimenti a tutti i partecipanti, ha visto l’intervento del sindaco della Città di Casale Federico Riboldi e dell’assessore all’ambiente Maria Teresa Lombardi, e di Francesco Bove, presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino. Tra i numerosi ospiti intervenuti, il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Giorgio Prino, il direttore di La Nuova Ecologia Francesco Loiacono, il referente di Legambiente Casale Monferrato e coordinatore del Comitato organizzatore Vittorio Giordano, il giornalista e direttore del Festival della virtù civica Marco Fratoddi, l’artigiano della pietra da cantone Gian Maria Sabatini che ha realizzato le targhe per i finalisti.

Come ogni anno, anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che fu tra i protagonisti dell’edizione 2015 del Premio per l’impegno profuso sul fronte dello smaltimento illecito dei rifiuti in Campania, ha voluto mandare il suo messaggio in video sottolineando che “il 2021 sarà un anno importante per aumentare la coscienza ambientale, perché ricco di possibilità”. Ha quindi ricordato il programma “All4Climate – Italy2021”: “sul sito del Ministero fino al 29 gennaio potete inviare le vostre iniziative, quelle che volete organizzare nel corso dell’anno e che pensate possano essere utili per vincere la sfida che l’Italia vuole portare avanti. Chiedo quindi alla società civile di mettersi a fianco del Ministero dell’Ambiente, per provarci tutti insieme. Il Ministero, poi, selezionerà le iniziative che riterrà più meritevoli, ma l’importante è partecipare. Il 2021 è un anno fondamentale. La sfida va vinta adesso”.

Il Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno 2020 ha costituito una nota positiva e di speranza, ancora più importante in questo anno segnato dalla pandemia: “Quest’edizione necessariamente speciale del Premio l’abbiamo fortemente voluta realizzare per dare un piccolo/grande segnale della necessità di una svolta nel nostro modo di concepire la vita su questo pianeta che è l’unico che abbiamo come ci ricordano i ragazzi e e ragazze di Fridays for Future. Dalla crisi ambientale e dalla crisi provocata dalla pandemia si esce con un’idea forte di ecosostenibilià, di ecologia integrale, di solidarietà. Questo è il messaggio che proporremo nel Festival della virtù civica che intendiamo realizzare nella prossima primavera invitando a Casale Monferrato gli otto candidati per farli incontrare con le scuole e con la cittadinanza per concludere con un suggestivo spettacolo teatrale notturno in mezzo alla natura”, commentano Marco Fratoddi e Vittorio Giordano, a nome del Comitato organizzatore di Casale.

“In questo 2020 così singolare, il Premio intitolato a Luisa Minazzi ci racconta storie singolari anch’esse, ma non casi isolati: sono esperienze che vedono protagonisti donne e uomini della società civile, del mondo della ricerca, delle istituzioni e dell’impresa e che ci consentono di narrare l’Italia migliore, quella solidale, in prima linea in difesa dell’ambiente, ma anche della giustizia e del riscatto sociale, dei piccoli centri interni e delle realtà marginali della nostra Penisola – dichiara il direttore di Legambiente, Giorgio Zampetti Un riconoscimento che siamo orgogliosi di continuare a promuovere, perché ci permette di tenere accesa, al contempo, l’attenzione su un tema spinoso sul quale non bisogna mai abbassare la guardia: quello dell’amianto che, a 28 anni dalla sua messa al bando, rappresenta una pagina drammatica ancora aperta per il nostro Paese. Un killer silenzioso che non smette di mietere vittime e contro il quale Luisa Minazzi ha combattuto strenuamente, in qualità di docente e assessora all’ecologia, ma anche come attivista, perché le mancate bonifiche e il corretto smaltimento sono questioni che ci investono tutti, come singoli e come collettività, e che è necessario continuare a portare all’attenzione di chi di dovere”.

Quella del 2020 è sicuramente, fra le quattordici svolte fino ad oggi, l’edizione che più di tutte testimonia quanta passione sa sprigionare il Premio Luisa Minazzi. Le realtà coinvolte hanno profuso uno straordinario impegno per organizzare la premiazione, e i candidati di quest’anno dimostrano che si può costruire un ambiente migliore senza lasciare nessuno indietro. Il loro esempio è il miglior segnale per il futuro”, commenta Francesco Loiacono, direttore di La Nuova Ecologia.

“Quest’anno l’emergenza sanitaria ci ha suggerito di svolgere il Premio Luisa Minazzi solo in streaming e senza l’accompagnamento dell’ormai tradizionale Festival della Virtù Civica, ma questo non scalfisce l’importanza dell’evento, anzi. Il vincitore e i finalisti 2020 del premio Ambientalista dell’anno, infatti, hanno dimostrato che l’impegno e la determinazione sono più forti di ogni ostacolo. Ecco, l’augurio è che questo forte messaggio sia il punto di partenza del Festival della Virtù Civica che si terrà la prossima primavera, con la speranza di poterlo vivere tutti insieme qui a Casale Monferrato”, confermano il sindaco Federico Riboldi e l’assessore all’Ambiente Maria Teresa Lombardi.

“Le virtù civiche del 2020 sono Il rispetto delle regole sanitarie e Il tenere duro… A queste si attiene il magnifico gruppo che anche quest’anno ha organizzato il Premio Minazzi. Il neonato Parco del Po Piemontese come sempre è con loro. È il modo migliore per poter riprendere ancora più uniti. La virtù civica del 2021 sarà la ricostruzione solidale”, aggiunge Francesco Bove, presidente dell’Ente di Gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino.

Il Comitato organizzatore del Premio Luisa Minazzi è formato da rappresentanti delle associazioni del Monferrato casalese, con la Città di Casale Monferrato e l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino. Il Comitato organizzatore collabora inoltre con Libera e Fridays for Future di Casale Monferrato. Il Premio Luisa Minazzi è realizzato grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Riceve inoltre il contributo della Città di Casale Monferrato, di COSMO spa, del Consorzio Casalese Rifiuti, di Equazione, di AFEVA e di AVIS.

Il Festival della Virtù Civica, ideato ed organizzato dalle stesse Associazioni in collaborazione con Sapereambiente, Città di Casale Monferrato, Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino e, in qualità di media partner, da Il Monferrato, La Nuova Ecologia, Sapereambiente, si svolgerà la prossima primavera con un ricco calendario di appuntamenti.