Screening di massa in Piemonte? Il Coordinamento strategico Covid-19 della Regione dice no

PIEMONTE – È negativo il resoconto del Coordinamento strategico Covid-19 del Piemonte alla proposta delle opposizioni in Regione di effettuare uno screening di massa sulla popolazione per fronteggiare la diffusione del coronavirus. Gli studiosi sottolineano infatti come “l’impiego di indagini diagnostiche di massa con test rapidi richiede una valutazione puntuale sia in termini epidemiologici sia organizzativi al fine di esaminarne l’utilità, la convenienza e la sicurezza nel contesto dato. Ad oggi, le esperienze di alcuni screening di massa (Bolzano, Slovacchia, Cina) presentano caratteristiche organizzative ed epidemiologiche diverse (ad es. obiettivi, modalità, popolazione, contesto epidemiologico, misure di contenimento) e con risultati solo parzialmente documentati e accompagnati da commenti scientifici molto cauti sotto il profilo del reale rapporto costo-efficacia“.

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Questo perché sono due gli aspetti importanti da valutare: “la sostenibilità del programma e l’affidabilità del test. Da un lato occorre dimostrare che l’impiego di energie e risorse che richiede il programma sia opportuno e realizzabile nel contesto dato rispetto ad altri impieghi alternativi. Dall’altro lato, il tampone con test rapido antigenico presenta limiti soprattutto di sensibilità che ne raccomandano l’impiego solo in situazioni di più significativa frequenza di infezione, come, ad esempio, in popolazioni ad alto rischio o in determinati contesti“. Ecco che, secondo il Coordinamento strategico Covid-19 del Piemontenell’attuale scenario epidemiologico che vede una diminuzione costante della circolazione dell’infezione, tenuto conto del persistere delle attuali misure di confinamento per tutto il periodo delle festività, così come previsto dall’ultimo Dpcm di dicembre, e considerato che i benefici maggiori di uno screening di massa potrebbero essere considerati meritevoli solo in una situazione di alta circolazione del virus, al netto di tutte le considerazioni sopra esposte, si ritiene poco opportuno procedere con un programma di screening di massa“.

Da qui “si ritiene, invece, più opportuno e strategico concentrare le risorse nella ripresa e nel miglioramento del sistema di tracciamento dei contatti che include un uso appropriato dei test rapidi, che insieme alle misure di prevenzione (distanziamento, mascherina, lavaggio mani) possono moderare le spinte di risorgenza epidemica a fronte dei prossimi allentamenti dell’attuale confinamento differenziato. È ragionevole invece considerare l’opportunità di impiegare lo screening in determinati contesti che per loro caratteristiche richiedono strategie di testing mirate (ad es. RSA, personale sanitario, scuola, forza dell’ordine, determinati target di popolazione, ad esempio)“.

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