Salute e ambiente a Spinetta: le risposte del professor Pira

ALESSANDRIA – Dopo l’intervista col responsabile Medicina del Lavoro del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatrica dell’Università di Torino, il professor Enrico Pira, sulla situazione ambientale dell’area di Spinetta e in particolare gli studi epidemiologici della popolazione della frazione, lo stesso professor Pira ha risposto ad alcune domande arrivate da alcuni ascoltatori, sempre sullo stesso tema.

Quali sono le caratteristiche principali degli studi epidemiologici effettuati a Spinetta Marengo?

adv-188

Questi studi sono descrittivi e non consentono di tirare delle conclusioni su causa-effetto. Sono studi importanti che registrano cosa succede in un’area ma non individuano i determinanti, cioè quei fattori che possono modificare lo stato di salute di una popolazione. Tra l’altro, per poter identificare una causa, soprattutto per alcune patologie cronico degenerativo come i tumori, non basta identificare una fonte ma è necessario che decorrano tempi lunghi, anche di diversi decenni a volte, affinché l’effetto osservato sia riferibile alla fonte identificata. Del resto, sono gli stessi autori degli studi a dire che il territorio indagato ha una storia complessa e ha visto la presenza di diversi insediamenti produttivi che con il trascorrere degli anni hanno anche modificato la tipologia delle loro attività che possono avere determinato delle cause pregresse non completamente definibili.

È vero che negli studi di Asl e Arpa si dice che a Spinetta Marengo ci si ammala e si muore di tumore più che in altre comunità?

Questa è una conclusione che non è contenuta negli studi epidemiologici effettuati a Spinetta Marengo. I dati possono suscitare qualche timore, ma confrontando i due studi di Arpa e Asl, su morbilità e mortalità, gli effetti non coincidono. I dati indicano che nessuna patologia che presenti una maggiore incidenza nella popolazione abbia registrato anche una maggiore mortalità e viceversa, ad eccezione per l’ipertensione che gli studi indicano che andrebbe esplorata con una valutazione individuale dei singoli fattori di rischio perché potrebbe derivare da sofferenza renale o di altra natura. Dai dati presenti nell’Atlante Regionale Ambiente e Salute di Arpa, relativi ai ricoveri per i tumori epatici e delle vie biliari, emerge che diversi comuni presentano eccessi indicati come statisticamente significativi, con valori di rischio anche decisamente superiori a quelli riscontrati a Spinetta Marengo. Tra l’altro, nella maggior parte di tali comuni non risulta presente un polo chimico.

Come spiega che sia stato registrato un aumento così importante del rischio di ammalarsi di varie tipologie di tumore?

Le patologie riscontrate dall’indagine sono diverse, troppo diverse per avere una spiegazione unica e una sola causa. Possiamo dire che per quanto riguarda l’insufficienza renale, ad esempio, l’aumento di rischio varia dal 46% per i residenti da almeno un anno, al 36% per i residenti da almeno 10 anni e ciò indicherebbe una mancanza di correlazione temporale per cui se vivo più a lungo in una zona, aumenterebbe anche il rischio di ammalarsi. Non vi è nemmeno una correlazione spaziale tra livello di esposizione ed effetto. La stessa percentuale di rischio, tra l’altro, si osserva anche in altre località che non sono vicini al polo industriale e altre 200 località circa del territorio piemontese presentano aumenti di rischio superiore del 46% fino a circa 429% come a Balmuccia, piccolo paesino in provincia di Vercelli sulle rive del fiume Sesia. Per quanto riguarda il rischio tumore al pancreas è vero che si osserva un incremento importante nella zona alta di esposizione, ma solo per gli uomini mentre le donne presentano rischi sempre inferiori alla media della popolazione. È un’altra evidenza che questi dati non possono essere spiegati con un’esposizione ambientale ma devono essere interpretati sulla base dei fattori di rischio e delle storie personali che in realtà non sono stati presi in considerazione nello studio. L’analisi delle mappe territoriali regionali mostra che il rischio di tumore al pancreas per i maschi ha delle incidenze maggiori in un altro centinaio di comuni. Moncenisio, ad esempio, raggiunge il massimo picco di rischio pari al 25,27, mentre il livello alto di Spinetta è 2,38.

Cosa dicono gli studi epidemiologici circa la rilevanza dell’inquinamento ambientale sull’incremento di malattie a Spinetta Marengo?

Sicuramente l’inquinamento dell’ambiente ha un effetto negativo sulla salute ma rimanendo al valore puramente descrittivo degli studi, una esposizione ambientale dovrebbe produrre conseguenze simili in entrambi i sessi, senza fare distinzioni tra i generi. Pur tenendo conto delle dovute differenze fisiologiche tra maschi e femmine, se si trattasse di esposizione ambientale, i trend dovrebbero essere simili mentre non lo sono. Come afferma la stessa Arpa, molti degli incrementi identificati sono a carico soprattutto del sesso maschile e questo a maggior ragione richiede una valutazione più approfondita su eventuali fattori di rischio individuali e non collegati a esposizioni di tipo ambientale.

È pericoloso per la salute abitare vicino al polo chimico?

Dall’analisi completa dei dati, non sempre è stata osservata una correlazione tra incremento dei rischi in entrambi i sessi e andamento spazio-temporale. Per alcune patologie è vero, per altre accade l’esatto contrario. Non si può quindi genericamente affermare che chi vive più vicino al Polo Chimico, o vi rimane più a lungo, ha più probabilità di ammalarsi di altri.