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ALESSANDRIA – Confcommercio Alessandria dice “no” all’iniziativa #IoApro che invita i ristoratori a mantenere i locali aperti anche dopo le ore 18 e sino al coprifuoco nel weekend che va da venerdì 15 sino a domenica 17 gennaio.

“Pur condividendo pienamente e totalmente le motivazioni che portano le imprese a atti forti, perché migliaia di imprenditori sono comprensibilmente in preda alla disperazione per la situazione passata e presente e le incertezze future, non possiamo appoggiare manifestazioni e iniziative che si collocano al di fuori della legalità“, si legge in una nota di Confcommercio. Noi siamo con tutte le imprese che stanno affrontando questo momento drammatico, le loro preoccupazioni sono le nostre, giorno e notte. Da marzo ci stiamo battendo in ogni sede istituzionale e con ogni mezzo corretto e lecito, affinché possano essere garantite alle imprese le condizioni minime di sopravvivenza (che significa metterle nelle condizioni di lavorare) e la dignità.

Tuttavia “come Associazione di categoria seria, strutturata, che opera all’interno del territorio da 75 anni, non possiamo né condividere né appoggiare iniziative che espongono gli imprenditori a rischi gravi, come sanzioni amministrative e penali, che restano poi in capo alle singole persone fisiche. Non possiamo pensare di chiedere di risolvere un problema grave come la situazione attuale non solo dei pubblici esercizi, ma anche delle altre moltissime attività ancora chiuse o aperte a singhiozzo (pensiamo a palestre, centri estetici e a tutte le attività della cultura, etc…), creandone potenzialmente altri altrettanto gravi: perché le sanzioni amministrative e penali previste in caso di inosservanza dei divieti di apertura, possono portare conseguenze molto gravi per le imprese, fino a decretarne la chiusura“. Da qui la decisione di invitare “le imprese e gli associati, per quanto comprensibilmente esausti, logorati e disperati per la situazione attuale e soprattutto per la sua (non)gestione, a non farsi strumentalizzare da chi organizza queste iniziative, che danno una grande visibilità agli organizzatori, lasciando le responsabilità – gravi – in capo ai singoli partecipanti”.

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Confcommercio ritiene infatti che “i sacrifici fatti in questi mesi ai ristoratori e alle altre categorie più duramente penalizzate dai provvedimenti connessi al contenimento della pandemia, devono essere compensati da ristori adeguati, questo lo chiediamo fin dall’inizio della pandemia e lo ribadiamo ancora una volta“. A questo si aggiunge che “i Ristori e l’assistenzialismo sono necessari in questa fase drammatica, ma non più sufficienti per dare prospettive di ripresa alle aziende: bisogna intervenire con misure più strutturali e massicce, che guardino alla ripresa e consentano alle aziende di tornare a programmare: partendo dall’accesso al credito, proseguendo per lo sgravio contributivo e degli oneri fiscali e ragionando immediatamente di protocolli che possano permettere alle aziende di lavorare in sicurezza. Perché così non si può andare avanti. Ma nello stesso tempo, questi stessi sacrifici, non possono e non devono essere vanificati da azioni fuori controllo e soprattutto fuori legge, che espongono gli imprenditori a gravi rischi, senza portare a risultati concreti, purtroppo”.

 Confcommercio ricorda che “il momento è drammatico, lo comprendiamo e siamo i primi a supportare con forza e con ogni mezzo lecito, gli imprenditori in tutto quello che è in nostro potere fare, dall’interlocuzione politica per chiedere quanto è necessario per la sopravvivenza delle categorie, all’assistenza tecnica prestata giorno e notte, necessaria per districarsi fra tutte le norme che di giorno in giorno si evolvono, alla comunicazione che – quando necessario – è incisiva e determinata, alle manifestazioni di piazza, che abbiamo organizzato e guidato quando i nostri Soci ce lo hanno richiesto, ma sempre nel pieno rispetto delle regole, perché queste sono la base per la convivenza civile e democratica“.

Inoltre “occorre provare a cambiarle, se sono non corrette o incoerenti o troppo penalizzanti per alcune categorie, come è in questo caso, ma finchè ci sono bisogna rispettarle, senza smettere un solo istante di lottare affinchè possano essere modificate. Questo è ciò che facciamo ogni giorno per e con le nostre imprese e questo è quello che non smetteremo mai di fare, prendendo sempre le difese degli associati. Anche mettendoli in guardia da iniziative che sembrano fatte e loro vantaggio e a loro difesa, ma che rischiano di rivelarsi dei pericolosissimi boomerang”, concludono Vittorio Ferrari ed Alice Pedrazzi, presidente e direttore di Confcommercio Alessandria.

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