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ACQUI TERME – È stata chiamata “Assurance online” l’operazione della Polizia Stradale di Acqui che ha portato alla denuncia di un broker di 28 anni, residente nella provincia di Caserta, per aver fornito delle assicurazioni rca false. Tutto è iniziato lo scorso ottobre quando un 20enne alessandrino era stato perseguito perché la sua auto, una nuova Ford Ka, era risultata sprovvista della copertura assicurativa e, per questo, era stata sequestrata.

Il giovane, però, ha contestato la sanzione, affermando di aver corrisposto la cifra la copertura rca attraverso un broker di assicurazioni operante online, il 28enne campano.

La successiva acquisizione delle informazioni rese dall’ignaro automobilista hanno consentito di accertare che il denaro veniva versato al 28enne, risultato anche non iscritto all’Albo degli Assicuratori. La documentazione che era stata fornita, inoltre, era falsa. 

Gli Agenti della Polizia Stradale di Acqui Terme, hanno accertato che, solo a ottobre, l’uomo era risultato destinatario di tutta una serie di pagamenti avvenuti online attraverso la ricarica di una postepay, per oltre 10 mila euro. Gli investigatori della cittadina termale sono così riusciti a ricostruire tutto il tragitto dell’ingente flusso di denaro corrisposto dagli ignari automobilisti, e hanno accertato che il denaro transitava su diversi conti correnti e/o postepay, tutti collegati alla stessa persona.

Decine sono stati i soggetti che, pensando di aver fatto un affare, avevano acquistato un contratto RCA con questo broker (sono stati individuati anche due alessandrini) ma che poi hanno ricevuto documentazione non veritiera e, pertanto, circolavano con la propria autovettura sprovvista di assicurazione. Sono in corso ulteriori indagini per individuare concorrenti nella commissione delle azioni illecite.

La Polizia Stradale ricorda quanto segnalato sul proprio sito da IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), ovvero:
– i pagamenti di premi effettuati a favore di carte prepagate o carte di credito ricaricabili sono irregolari perché i pagamenti vengono fatti verso persone o società che non sono iscritte all’albo degli assicuratori;
– i profili social ed i siti internet degli intermediari italiani che svolgono attività online devono sempre indicare:
– l’indirizzo della sede nonché il numero di telefono, fax e indirizzo PEC (posta certificata);
– dati identificativi intermediario; numero e data di iscrizione al Registro Unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi;
– l’indicazione che l’intermediario è soggetto ai controlli dell’Ivass.
Infine ricorda che l’IVASS pubblica tutti gli aggiornamenti relativi ai siti che sono stati messi “offline”, così come quelli che presentano irregolarità.