In Piemonte quasi mille imprese in meno nel 2020: l’Alessandrino tra le province peggiori
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ALESSANDRIA – Sono quasi mille le imprese in meno che il 2020, anno condizionato dall’emergenza Covid, ha lasciato in eredità al Piemonte. Il dato, allarmante, emerge dall’analisi del Registro imprese delle Camere di commercio. Si tratta di un crollo evidenziato sia nelle iscrizioni sia nelle cessazioni. Basti pensare che nel 2020 sono nate 20.942 aziende, ovvero il 19,4% in meno rispetto al 2019. Le cessazioni, al contrario, sono state 21.913 (-20,3% ).

Il tessuto imprenditoriale piemontese è paralizzato dall’incertezza perché l’andamento della pandemia non permette di programmare il futuro. Da un lato gli imprenditori non possono scommettere su nuove aperture e su nuove attività, dall’altro non hanno garanzie e certezze sulla durata dei provvedimenti istituzionali in tema di lavoro e dei ristori messi in campo dal Governo“, ha commentato Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

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Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,23%, lievemente migliore rispetto al 2019 (-0,35%) e ancora in controtendenza rispetto alla media italiana (+0,32%). Tra i settori con un segno positivo il turismo (+0,74%) e le costruzioni (+0,83%). Il commercio segna un tasso del -1,04%, l’industria in senso stretto e l’agricoltura mostrano flessioni ancora più consistenti pari a -1,46% e -1,47%. Solo la provincia di Torino segna una sostanziale stabilità (+0,16%). Tra le province peggiori c’è quella di Alessandria che, insieme a quella di Vercelli, segna uno -0,84%. Il nord-est patisce di più: le flessioni più significative si registrano anche a Verbania (-0,80%) e Biella (-0,77%). A Cuneo il tasso si attesta al -0,61% e ad Asti al -0,51%. Novara mostra, infine, una flessione più ridotta (-0,26%).