Solvay fa valere il brevetto sul C6O4. Futuri controlli a rischio. La risposta dell’azienda
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AGGIORNAMENTO – In una nota, la Solvay ha precisato che “il C6O4 è un prodotto brevettato da Solvay”. L’azienda, ha aggiunto, “è venuta a conoscenza degli standard analitici per il C6O4 di Wellington Laboratories nel 2020 e li ha informati che la loro offerta violava il brevetto di Solvay”.  Il laboratorio “ha preferito interrompere la sua offerta su questi standard particolari” ma Solvay, ha evidenziato “ha dato a Wellington il suo esplicito consenso a fornire campioni di C6O4 alle Istituzioni Italiane competenti: Agenzie Nazionali di Regolamentazione della Salute e dell’Ambiente a fini di valutazione”.

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ALESSANDRIA – Il tam tam è partito dalle “Mamme No Pfas” del Veneto e ha rapidamente raggiunto anche Alessandria. Si tratta della decisione adottata dalla Solvay Italia che ha comunicato il divieto di vendita dello standard analitico C6O4, materiale necessario per il controllo ambientale e la vigilanza della sicurezza sul luogo di lavoro. Questa decisione è emersa grazie a una lettera pubblicata dalla Chemical Research 2000 srl sul proprio sito il 4 febbraio in cui, rivolgendosi ai clienti, ha spiegato come “Solvay Speciality Polymers Italy Spa abbia intimato alla Wellington Labs (rappresentata in esclusiva dalla Chemical Research 2000 srl) di non vendere il materiale di riferimento certificato del prodotto denominato C604, vantando sul prodotto chimico di base una licenza di brevetto.

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Questi materiali “sono necessari per le attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro, che vengono realizzate sia da soggetti investiti istituzionalmente di competenze ambientali e loro delegati che da tutti quegli enti e laboratori che prevedono, tra le loro competenze, il monitoraggio delle diverse matrici e/o sono investiti di dette competenze da disposizioni di legge nazionali, regionali, provinciali e quant’altro“.

La sintesi è che quindi, “a causa della richiesta di Solvay“, la Wellington, sarà costretta a cessare la vendita del prodotto. Concretamente il rischio è di annullare progressivamente le analisi che accertino la presenza di C6O4. Arpa Alessandria ha comunicato che “continuerà a fare controlli e di avere le scorte necessarie per non interrompere il consueto lavoro di monitoraggio” ma sul lungo la prospettiva è che si blocchi il lavoro dei vari laboratori chiamati alle verifiche. Per comprendere la portata l’atto di forza di Solvay basta leggere le ultime righe della lettera pubblicata da Chemical Research. La comunicazione infatti termina invitando i destinatari a rivolgersi direttamente alla Solvay per ottenere “quanto necessario” e “in caso di diniego a informare le autorità competenti sulle cause che impediscono di svolgere in maniera scientificamente corretta il lavoro a tutela delia Salute Pubblica e dell’Ambiente“. Per il momento non sono arrivate repliche dalla Solvay.