Bellora accoglie gli studenti di medicina: “In Geriatria per curare con il cuore”
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ALESSANDRIA – A partire da marzo gli studenti del corso di Medicina dell’Università di Alessandria si misureranno con una specialità per la quale conta molto il cuore: la Geriatria. “Il mio primo giorno da studente? Il camice bianco, appena acquistato, il fonendoscopio in tasca e la biro del taschino. E molta, moltissima, emozione. La stessa che provo oggi, perché quello che si avvicina è un momento storico per Alessandria e l’ospedale. E un momento di grande responsabilità per noi tutor“, ha detto Aldo Bellora, direttore della Geriatria dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’, aspetta gli studenti del terzo anno del corso di laurea di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale che a marzo faranno il loro ingresso in corsia.

Saranno quattro per volta, a rotazione, che per due settimane svolgeranno il tirocinio in Geriatria, dove è stato anche ricavato uno spazio che funzionerà come base di appoggio per tutti gli studenti. “Abbiamo alcune stanze a disposizione che in questo periodo possiamo riservare agli universitari che così potranno muoversi più liberamente all’interno dell’ospedale“, aggiunge Bellora. E così, in questa ala del secondo piano dello storico edificio, i giovani si misureranno con una specialità per la quale conta molto il cuore, inteso “come umanità, fondamentale nell’approccio al paziente». Perché “senza il cuore il lavoro del medico, pur perfetto dal punto di vista tecnico, è un compito fatto a metà“. Quella del tirocinio è una fase delicata ed essenziale nel percorso formativo del medico, durante la quale si devono costruire i fondamentali della professione.

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Bellora ha svolto l’intera carriera al Santi Antonio e Biagio. E si ricorda perfettamente del suo primo ingresso nel nosocomio. “Fu Giovanni Maconi, primario della prima chirurgia, ad accogliermi nel suo reparto, e oggi il figlio, Antonio, direttore dell’Irfi, è l’anello di congiunzione fra l’azienda ospedaliera e l’Università del Piemonte Orientale. Molti dei medici che hanno lavorato, e che ancora oggi svolgono la loro attività in ospedale, e non solo, sono stati formati sul campo da nomi come quelli dei professori Manai, Martinetti, Mortara, Pino che erano i primari delle Medicine dell’ospedale. Essere ora nella stessa posizione – prosegue Aldo Bellora – mi carica di una responsabilità davvero grande“. Gli studenti in corsia significano responsabilità, ma anche opportunità. “Per i tutor è responsabilità, certo, ma sono anche una opportunità per tutti noi perché saremo chiamati a svolgere un ripasso delle pratiche e delle manovre che eseguiamo quotidianamente in modo automatico, confrontandoci con chi, domani, entrerà nei reparti al termine del percorso di studio e formazione“, ha chiuso Bellora.

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