Le città possibili di “Architettura della disobbedienza” dello Spazio Kor

ASTI – “La città non è nostra, ci precede, siamo noi che apparteniamo a lei”. Con questa premessa “Architettura della disobbedienza”, la performance interattiva e immersiva proposta on line dallo Spazio Kor, nell’ambito della stagione Public “Oltre”, intende superare l’architettura cittadina reale e dare spazio alla città imprevedibile dei desideri. La performance, che ha già raggiunto nelle tre date del 26, 27 e 28 febbraio il tutto esaurito, è stata inizialmente concepita per una partecipazione in presenza, per poi cambiare forma ed essere adattata alla piattaforma on line Zoom in questo periodo di chiusura dei Teatri. L’intenzione è riproporla allo Spazio Kor in estate con un debutto dal vivo.

Tutto è iniziato nell’inverno del 2019, quando Francesco Fassone ed Emiliano Bronzino, con il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e la collaborazione di Associazione Craft (che gestisce lo Spazio Kor), hanno dato inizio al progetto di ricerca “Tango Down Athena, Il teatro come hackeraggio del mito urbano”. L’hackeraggio si riferisce al mito fondante della città di Atene, legato all’ulivo donato dalla dea Atena, e l’idea parte proprio da qualcosa che lo sostituisca e crei un mito differente, legato all’inconscio, alle paure e alle aspirazioni di chi abita un luogo. La fase finale del progetto è stata affidata ad uno staff artistico composto, oltre che da Fassone e Bronzino, da Fabrizio Sinisi, Maria Josè Revert ed Elisabetta Maniga, che ha lavorato, attraverso una serie di residenze artistiche, allo Spazio Kor alla creazione della performance, raccogliendo gli esiti della ricerca condotta dal Politecnico e trasformandola in una drammaturgia teatrale interattiva.

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Con la voce narrante di Daniele Timpano, che ha il potere di pronunciare parole catastrofiche con una leggerezza spiazzante, ci si immerge nella consapevolezza dell’estraneità al luogo che erroneamente si sente proprio, ma che palpita di guerre segrete e quotidiane nelle strade e tra porta e porta. Alla realtà ostile e imposta si oppone la nuvola dei singoli pensieri, che immaginano una città a misura dei desideri più personali e più audaci. E’ questa la città attraverso la quale Maria Jose Revert conduce gli spettatori-partecipanti e la sua forma, i suoi abitanti e le sue fondamenta ogni volta cambiano, rendendo la performance irripetibile. La voce-guida è “l’inconscio della città, l’entropia, la forza casuale che fa saltare i calcoli”, perché dietro ogni città reale ce n’è una possibile e, partecipando ad “Architettura della disobbedienza”, ci si immerge in un labirinto di possibilità infinite.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea e, dopo il sold out on line di questi giorni, sarà riproposto allo Spazio Kor dal vivo in estate (sempre per piccoli gruppi, per permettere una partecipazione attiva e coinvolgente). La stagione Public è realizzata da Spazio Kor in collaborazione con Città di Asti, Fondazione Piemonte dal Vivo, Teatro degli Acerbi, Parole d’Artista, Mon Circo e Concentrica, e con il sostegno di Fondazione CRT, Regione Piemonte e Fondazione CrAsti, con maggiore sostenitore la Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Progetto PATRIC.