Biogas Valmadonna, Ravano: “Accanimento contro di noi. Nessun rischio per salute e ambiente”
adv-953

ALESSANDRIA – “Siamo sorpresi di questo accanimento che si è creato nei nostri confronti“. Giovanni Ravano, presidente di Ravano Power ha difeso così il suo progetto dell’impianto di biogas a Valmadonna, finito nell’occhio del ciclone delle polemiche, con un no netto della popolazione del sobborgo alessandrino. Mercoledì sera è arrivato anche il no del consiglio comunale di Alessandria. “Il nostro impianto è al 100% verde, non comporta alcun rischio per la salute, per l’ambiente, andrà nella direzione auspicata da tutti i governi europei” ha detto l’imprenditore “ha avuto il sì delle associazioni categoria come Confagricoltura, Coldiretti e Cia, ma anche quelle ambientali come il Wwf e il Kyoto Club. Faccio però un mea culpa sulla comunicazione e vogliamo recuperare. Dopo aver incontrato personalmente 38 aziende che hanno dato parere favorevole, 50 cantine, allevamenti e agricoltori, metteremo in rete un sito con la presentazione del progetto e ci sarà una presentazione pubblica aperta a tutti i cittadini, dove ci si potrà confrontare con gli agricoltori locali. Vogliamo dialogare col Comitato per il no. Il parere contrario del Comune di Alessandria? Ne prendiamo atto, purtroppo, aspettiamo l’esito della conferenza dei servizi dell’11 marzo. Il nostro progetto è molto valido dal punto di vista tecnico, abbiamo rispettato tutte le prescrizioni urbanistiche, ambientali e viabili. Sono dispiaciuto della presa di posizione del Comune di Alessandria, ma confido che i tecnici possano darci riscontro positivo. In caso di no della Conferenza dei Servizi valuteremo le motivazioni, ci consulteremo coi nostri consulenti. Ricorso al Tar? Aspettiamo l’esito, siamo aperti a tutto, ma siamo persone ragionevoli che non fanno guerre ai mulini a vento. Il mio gruppo non ha mai aperto contenziosi, non vogliamo intavolare azioni legali inutili. Offriamo una opportunità ad Alessandria ma so che ci sono altri Comuni interessati. Se avessi trovato un sito in un Comune più piccolo non si sarebbe scatenato tutto questo accanimento politico nei nostri confronti. Insomma, aspettiamo la conferenza dei servizi e poi vedremo. Da imprenditore ho costruito molto, sono sempre ottimista e fiducioso. Ripeto: si tratta di impianto agricolo, verrà camuffato da piante locali di alto fusto. Avrà impatto visivo? E allora quanto impattano i silos degli essiccatori e le stalle? Il materiale che arriverà sarà coperto con teli doppi e nuovi, il letame anche da una copertura rigida. Assunzioni? Saranno tutte del territorio: tre operatori in centrale, cinque diretti e cinque trasportatori”.

“Questo impianto coinvolgerà 2940 mezzi all’anno, circa 12/13 mezzi al giorno ma il numero potrebbe variare a seconda del periodo dell’anno” ha aggiunto il progettista Andrea Chiabrando “ogni tipo di impianto in Italia impatta con l’ambiente, le pale eoliche ad esempio. Occorre fare una scelta. Questo impianto è distante dalle abitazioni, per impattare il meno possibile. Da 10 anni a Valmadonna c’è un impianto simile e alla stessa distanza dalle case. L’impianto è conforme a normativa europea per la decarbonizzazione dei trasporti e per la produzione biometano. In Europa ci sono 20 mila impianti simili, 1800 in Italia, 190 in Piemonte, di dimensioni analoghe. Nelle zona di Alessandria ci sono cinque impianti analoghi nel raggio di 4 km, la gente non sa neanche che esistono. Questo ci ha fatto sbagliare approccio sulla comunicazione. Non c’è nulla di nuovo: i materiali lavorati sono di origine biologica, come letame o buccia pomodoro. Non c’è nulla di rischioso per la salute. Traffico? Solo non facendo nulla non si avrebbe traffico. L’alternativa è non fare nulla. L’impatto c’è ma è stato attentamente studiato e sarà contenuto, così come saranno contenuti gli odori, in modo rigoroso. La nostra tecnologia è al top, con contenitori di nuova generazione”.