“Fino a luglio solo spese e ora costretti a vendere”
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ALESSANDRIA – In piena pandemia aveva dato un contributo sostanzioso per aiutare il prossimo. Prima aveva stampato le valvole per i respiratori con la stampante 3D della sua azienda, poi aveva raccolto cibo da portare alle persone in difficoltà. Ora però la sua attività, la G&C Freestyle, non può più andare avanti. “Dobbiamo vendere per andare a tamponare le problematiche economiche. Da febbraio fino a giugno dell’anno scorso non abbiamo mai guadagnato nulla e in più abbiamo comunque dovuto pagare le spese fatte per avviare l’attività. L’azienda è sana, la vendiamo in piena efficienza ma non possiamo più gestirla, anche perché sia io che il mio socio abbiamo un altro lavoro e non è possibile andare avanti così“.

La crisi di questi mesi – continua Samuele Governale – non porta più il volume di affari che eravamo riusciti a raggiungere a gennaio del 2020 anche perché le persone non hanno più soldi e noi non siamo una panetteria, per esempio, con un bene acquistato da tutti“. Il crollo si è aggiunto alle rate del mutuo, acceso per avviare la ditta, aperta nell’estate 2018, senza ottenere aiuti sufficienti a bilanciare le spese, spiega ancora Samuele. G&C Freestyle si è trovata tutto l’anno 2020 “con incasso a zero e senza ristori se non il bonus di 2mila euro“. Tutto questo ha prodotto la scelta della vendita dell’azienda. Nessun rimpianto però per quanto fatto finora, precisa ancora Samuele, “rifarei tutto senza esitazione perché non posso accettare il pensiero che nella mia città ci sono persone che non riescono a mangiare“. Ora però la crisi ha costretto lui e il suo socio a rivedere i piani e a correre ai ripari.

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Photo by Barthelemy de Mazenod on Unsplash

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