Ospedale Alessandria: tecnologia al servizio di una medicina più umana grazie ai 75 mila euro di Solvay
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ALESSANDRIA – Una medicina più umana grazie alla tecnologia all’Ospedale di Alessandria. Può sembrare una contraddizione ma non è così. Grazie alla donazione di 75 mila euro dell’azienda Solvay, infatti, l’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo implementerà nei prossimi mesi il suo progetto di “Digital Narrative Medicine” e finanzierà due master per “Coordinatore di Ricerca” ideati dal dottor Antonio Maconi, direttore del Dipartimento di Ricerca Formazione Innovazione, insieme all’Università del Piemonte Orientale. Il progetto sarà già operativo in tre branche: Riabilitazione, Oncoematologia e Cardiologia. Si tratta di una piattaforma digitale a cui i pazienti potranno accedere per confrontarsi coi medici rispetto al percorso di cura.

“In questo modo miglioriamo la relazione tra operatori e pazienti” ha sottolineato l’antropologa Cristina Cenci, blogger del Sole 24 Ore e fondatrice del dell’istituto di ricerca Body&Society Labda sempre sostengo che la tecnologia sia uno strumento per avvicinare e non distanziare. In questa piattaforma digitale applicheremo la medicina narrativa nella pratica clinica, personalizzando il percorso di cura. Ascoltare il paziente è importante. Potrà esprimersi attraverso la scrittura ma anche con immagini o video, evidenziando i suoi bisogni. Ho visto tantissimi pazienti anche di età avanzata approcciarsi con piacere a un mezzo tecnologico sconosciuto fino a quel momento. Sarà poi importante che questi monitoraggi vadano avanti nel tempo, con costanti feedback. Occorre infatti personalizzare il percorso, con eventuali cambiamenti cure, consigli sullo stile di vita, in una comunicazione sempre stretta tra medico e paziente che si aspetta di essere considerato una persona con una malattia, non un malato. Nella chemioterapia, ad esempio, la medicina narrativa evita che si creino aspettative reciproche non condivise. A volte il paziente pensa, ad esempio, che gli effetti collaterali siano un sacrificio necessario alla guarigione o addirittura si affida a una ricerca su internet. Questo può portare a una minor aderenza alla cura. Dall’altra parte il medico a volte non si mette nei panni del paziente, nella sua vita quotidiana. Questa piattaforma, protetta, mitiga questi rischi e ottimizza il tempo di cura, attraverso stimoli narrativi, è insomma aderente ai bisogni effettivi del paziente”.

“La nostra azienda è da sempre votata alla ricerca e all’innovazione ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Giacomo Centiniin questo caso si tratta di applicare una nuova modalità di interazione coi pazienti, in un percorso di cura centrato sull’individuo. Ci fa piacere supportare questa innovazione. Ringrazio a Solvay che ci consente di portare avanti questa iniziativa. La speranza è di collaborare con loro anche in futuro. Il nostro territorio si è ancora una volta dimostrato ricchissimo dal punto di vista del supporto e integrazione tra enti. In questi anni ho sempre lavorato molto bene con le istituzioni e, anche in questo caso, ringrazio in particolare il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco che ha favorito il nostro incontro con Solvay: lui è stato il tramite”.

“Ringrazio tutti per il grande lavoro svolto” ha aggiunto lo stesso primo cittadino di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco “da sempre abbiamo avuto un ottimo rapporto di collaborazione con l’Ospedale. Il compito di un sindaco è proprio quello di cucire e tessere le relazioni di una comunità, mettere in contatto le diverse realtà pubbliche, comprendendo le necessità e creando sinergie. Grazie a Solvay che si è dimostrata molto sensibile su questo tema, è bello che le aziende sposino così il territorio”. 

“Siamo convinti che questa è la strada giusta per lo sviluppo del sistema sociale” ha sottolineato l’amministratore delegato di Solvay Italia Marco Colatarcivantiamo 158 anni di attività produttive. Lo stesso nostro fondatore, Erners Solvay, promosse i primi convegni scientifici. Dalla scienza deriva il progresso dell’umanità. Crediamo fermamente nella collaborazione tra pubblico e privato. Noi ogni anno produciamo circa 70 brevetti tra gli stabilimenti di Spinetta e Bollate. Noi e l’Ospedale di Alessandria siamo aziende innovatrici. Siamo onorati di contribuire allo sviluppo sociale e dello stesso Ospedale”.

“Siamo orgogliosi di supportare questo progetto” le parole di Andrea Diotto, direttore dello stabilimento Solvay di Spinetta “noi ci consideriamo un’eccellenza della chimica, invidiata da molti dei nostri competitors. Con orgoglio supportiamo un’altra eccellenza del territorio, conoscendo il valore e la professionalità dell’ospedale. Anche noi consideriamo la ricerca la linfa vitale della nostra attività e crediamo nelle nuove generazioni”.

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