Catania e accuse danno erariale: Corte dei Conti cita a giudizio anche la segretaria generale del Comune di Alessandria
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CATANIA – A Palazzo Rosso ieri sera la notizia è rimbalzata all’impazzata. Si tratta di un articolo pubblicato anche online alcuni giorni fa, esattamente il 17 marzo, e che tocca in qualche modo anche Alessandria perché il presunto danno erariale subito dalla Città metropolitana di Catania coinvolgerebbe, tra i diversi citati in giudizio, anche la segretaria generale del Comune di Alessandria, Francesca Ganci. Insieme a lei dovranno difendersi ora l’attuale sindaco di Catania, Salvo Pogliese, l’ex sindaco Enzo Bianco e diversi altri soggetti, tutti coinvolti nell’indagine del nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Catania relativa all’attribuzione dell’indennità di risultato ai dirigenti della città metropolitana di Catania tra il 2014 e il 2017. Francesca Ganci, al tempo direttore generale in Sicilia, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Sui documenti di citazione stilati dalla Procura regionale della Corte dei conti “la quota di danno imputata a ciascuno dei responsabili risulta la seguente: Giuseppe Romano 89.840,88 euro; Francesca Paola Gargano 58.094,49 euro; Vincenzo Bianco 144.184,46 euro; Salvatore Domenico Antonio Pogliese 18.798,05 euro; Francesca Ganci 147.935,38 euro; Ignazio Baglieri 148.210,46 euro; Vincenzo Cosio 70.035,63 euro; Santa Strano 70.035,63 euro; Renato D’Amico 70.035,63 euro; Concetta Silvestra Furia 18.798,05 euro; Giuseppina Burtone 18.798,05 euro; Alfredo Lanaia 18.798,05 euro; Diane Litrico 107.738,35 euro”.

Tutti gli invitati – si desume nel documento riportato dalle agenzie – con eccezione di Vincenzo Bianco, si sono avvalsi delle facoltà difensive preprocessuali presentando le proprie deduzioni. Nessuno ha chiesto di essere sentito personalmente“. Le deduzioni difensive, secondo la Procura, presentano argomentazioni parzialmente sovrapponibili come “innanzitutto l’intervenuta prescrizione del diritto al risarcimento del danno” e che “i dirigenti sono legittimati passivi nel presente procedimento, avendo partecipato al processo di individuazione degli obiettivi e di valutazione della performance“. La Procura rileva anche che “successivamente alla notifica dell’invito a dedurre, con decreto del 23 luglio del 2020 il sindaco metropolitano” in carica, Salvo Pogliese, “sia stato adottato un ‘Atto di indirizzo per ripetizione somme ai dirigenti‘”, cioè la restituzione all’Ente dei soldi, e sia stata “richiesta all’assessorato delle Autonomie Locali della Regione Siciliana la nomina di un Commissario ad acta per l’adozione dei provvedimenti conseguenti, considerato che tutti i dirigenti dell’Ente si trovano in posizione di conflitto di interessi“. Ma per la Procura “nonostante ciò, il danno rimane attuale e concreto fino all’ntegrale recupero ed effettivo incameramento delle somme contestate“.