Così si muove la pandemia da Covid-19 in Piemonte: a preoccupare sono le varianti
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ROMA – Scende a 0,98 sotto la soglia d’allarme di 1 il valore dell’Rt nazionale. Un ulteriore calo rispetto a quello della settimana scorsa dove l’indice era fermo a 1,08. L’incidenza media in Italia si attesta a 232 casi ogni 100 mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. Sono numeri incoraggianti quelli svelati dai tecnici dell’Istituto superiori di sanità e del ministero della Salute nella conferenza stampa di oggi, venerdì 2 marzo 2021.

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A livello regionale il report segnala che la percentuale di positività dei tamponi si riduce lievemente (da 14.2% a 13.8%). Cresce, al contrario, il numero dei focolai attivi mentre si riducono nuovi focolai e il numero di persone non collegabili a catene di trasmissione note. Il tasso di occupazione dei posti letto risulta in ulteriore crescita passando da 55% a 59% per le terapie intensive e da 61% a 66% per i posti letto di area medica. L’Rt puntuale scende a 0.96 (era 1.17) e l’Rt medio 0.98 (era 1.16).

Una tendenza che si rispecchia anche a livello nazionale dove il tasso di occupazione in terapia intensiva è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica del 30%, per la precisione al 41% contro 39% della scorsa settimana. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate. A preoccupare sono soprattutto le varianti che sono “largamente dominanti nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione“. A questo si aggiunge che, i dati di incidenza e trasmissibilità, “seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche“.

In particolare è la variante inglese, in questo momento, a farla da padrona che a oggi “è l’80% dei contagi vista la sua virulenza“. Complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati con sei Regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello di rischio alto. Tredici Regioni/PPAA che invece hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane tra cui il Piemonte) e una Regione (Basilicata) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso.