Dopo 17 anni la discoteca Deniro chiude: “Il Covid ci ha dato la mazzata definitiva”
adv-401

AGGIORNAMENTO 12 APRILE 2021 La famiglia Novelli, storica proprietaria del locale sin dall’inizio del Novecento, ha voluto rendere noto alla nostra redazione che si è subito attivata per dare nuova linfa vitale al Deniro Discocafè attraverso una “nuova gestione seria ed oculata che possa mantenere alto lo standard qualitativo del locale“. Chiunque fosse interessato e avesse un progetto può rivolgersi alla stessa famiglia Novelli.

MOMBELLO MONFERRATO – Una storia lunga 17 anni interrotta anche dal Covid-19 e dalla crisi economica generata dalle limitazioni per arginare la diffusione della pandemia. La gestione del Deniro Discocafè, storica discoteca e locale notturno di Mombello Monferrato, chiude. Ad annunciarlo sui social gli stessi gestori con un messaggio malinconico e in parte rassegnato: “Grazie a tutti quelli che in questi anni hanno ballato con noi, è stato bellissimo“. Aperto nel 2004, il locale gestito da Daniele Caretti insieme ai soci Ivo Coppo, Stefano Marconi e Diego Ghione, per 17 lunghi e intensi anni ha fatto ballare e intrattenuto con le sue serate musicali migliaia di ragazzi del Monferrato e più in generale dell’Alessandrino.

Abbiamo preso questa decisione principalmente per due motivi. Il primo è legato alle difficoltà che il mondo della notte sta vivendo ormai da diverso tempo con i ricavi che sono infatti calati negli anni sempre di più rendendo difficile la gestione delle spese, il secondo è sulla crisi economica generata dalle chiusure, necessarie, a causa della pandemia da Covid-19“, ci racconta Daniele. “A oggi il Deniro non è tra quei locali che avrebbero aperto a breve. A questo si aggiunge che la struttura ha tanti anni e avrebbe bisogno di un piccolo restyling che a oggi non possiamo proprio permetterci economicamente. Noi abbiamo un affitto da pagare e le utenze da saldare. L’incertezza su quello che accadrà in futuro ci ha spinto a dire basta“.

Ecco che il gruppo di soci ha deciso di imboccare altre strade, diverse da quelle dei locali notturni. “Personalmente ho anche in gestione il ristorante Lanterna Blu e credo che la ristorazione sia al momento il mio futuro. Anche perché noi, pur mettendo mani ai conti personali per andare avanti, siamo riusciti a sopravvivere grazie all’asporto che era consentito anche in zona rossa e nel primo lockdown“, ha aggiunto Daniele. Certo è che il Covid-19 ha inciso non poco sulla decisone di chiudere “perché il futuro è estremamente incerto. Del resto il mio locale, che è esclusivamente invernale e non ha spazi per una programmazione estiva esterna, è ormai da più un anno chiuso“.

adv-74

Certo, i ristori dati dal Governo “ci hanno permesso di sopravvivere ma nulla più. Anzi, meno male che sono arrivati anche se sono stati solo una piccola goccia in un mare che sta inghiottendo molti di noi. Però, a oggi, il mondo della notte non sappiamo quando, se e in che modo potrà ripartire. Sino a oggi siamo andati avanti anche grazie a chi ha posticipato le fatture. La decisione di chiudere è stata una conseguenza naturale di una situazione che si è evoluta in peggio giorno dopo giorno“. Ora Daniele insieme ai suoi soci si dedicherà esclusivamente alla ristorazione, “nella speranza di poter riaprire il prima possibile“, non escludendo un giorno il ritorno alla vita notturna.