In provincia tante colture danneggiate dalla gelata. Assessore Protopapa: “Stato di calamità”
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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Purtroppo anche diverse colture della provincia di Alessandria hanno dovuto fare i conti con le conseguenze del brusco calo delle temperature dei giorni scorsi. La gelata ha infatti raggiunto molti gradi sotto lo zero, danneggiando così le piante da frutto, le orticole e la vite, in questi ultimi anni già troppo spesso interessati da gravi eventi eccezionali dovuti al cambiamento climatico. Per questo l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa ha subito inoltrato la richiesta di stato di calamità. In particolare, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, nei nostri territori è stata colpita l’uva Moscato dell’acquese, i vigneti del casalese (in questo caso si stima un 50% in meno di produzione), gli alberi da frutto nel tortonese mentre, per fortuna, la diversa altitudine dell’ovadese ha risparmiato quella zona dalle temperature più fredde.

«Siamo preoccupati: quattro anni di distanza tra i due eventi sono troppo pochi. Le variazioni climatiche estreme si stanno verificando sempre più ravvicinate nel tempo. Bisogna mettere in campo azioni concrete per gestire i cambiamenti climatici, anche se in agricoltura, contro il gelo, non esistono interventi preventivi” ha detto il presidente provinciale della Cia Gian Piero Ameglio. A registrare i peggiori danni è stato il settore della frutta nel Tortonese: gli alberi sono in fioritura e il gelo ha bruciato le gemme e causato problemi alle allegagioni, cioè la fase iniziale dello sviluppo dei frutti – ritenuta la più importante in funzione del raccolto -, con conseguente cascola. Ciliegie, pesche e albicocche in stato avanzato di fioritura sono compromesse; problemi anche per gli alberi di mele, nonostante la fase vegetativa sia anticipata rispetto ai primi. Nell’alessandrino, i primi trapianti da pomodoro da industria sono andati persi. Nell’Acquese, a patire sono state le uve, in particolare Moscato e le varietà precoci delle viti. Anche le nocciole sono molto in sofferenza: il gelo fa perdere loro i germogli. Alcuni imprenditori stimano una perdita dell’80% della loro produzione. Nel Casalese, danni registrati nei vigneti per una perdita stimata di circa la metà della produzione. Il nocciolo non mostra danni evidenti, la fase di fecondazione è in corso, possono dimostrarsi conseguenze nelle prossime settimane. Nell’Ovadese i problemi sono più limitati, data l’altitudine che ha preservato maggiormente le produzioni dal gelo. Sono necessari alcuni giorni in più per rendersi meglio conto dell’entità dei danni, che sono comunque gravi e diffusi sul territorio; per le uve si constaterà nel mese di giugno l’effettiva resa e perdita di produzione. Cia ha invitato nella giornata di ieri l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa per organizzare alcuni sopralluoghi e segnalare alla Regione lo stato di calamità.

Secondo Coldiretti, in particolare, sono stati coinvolti i vigneti posizionati nelle parti più basse delle colline nelle zone di Acqui terme e Casale Monferrato sono stati fortemente compromessi dall’ondata di gelo che la notte scorsa ha colpito tutto il territorio alessandrino: danni fino all’80% per Brachetto, Moscato e Barbera. Nel tortonese sono invece state le piante da frutto a risentire maggiormente dell’abbassamento della colonnina di mercurio: pesco, albicocco e ciliegio. Le temperature scese sino a meno a meno 8 gradi hanno creato sofferenza al mais, le cui piantine hanno raggiunto lo stadio vegetativo delle seconda-terza foglia ma anche al grano, alle orticole fuori serra, al nocciolo e su erba medica e loietto. Nelle prossime ore, comunque, sarà formalizzata una prima stima dei danni.

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“Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni. Una situazione che andrà definirsi meglio, a livello di quantificazione dei danni, nelle prossime ore, ma che sicuramente rischia di creare, alla partenza della nuova stagione, ingenti difficoltà – hanno commentato il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. I nostri tecnici sono al lavoro per monitorare la situazione e realizzare una prima stima dei danni, certo questo è l’esito sempre più evidente dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Proprio a fronte di questa situazione, abbiamo chiesto alla Regione di attivare lo stato di calamità naturale”. 

“Prendo atto della grave avversità che ha colpito i territori piemontesi e in particolare le numerose colture che in questo periodo erano già in fiore, mettendo a serio rischio i futuri raccolti” ha detto l’assessore Protopapa “Questo grave evento non ha risparmiato nessuna zona della regione mettendo a rischio un’economia già compromessa da questo lungo periodo pandemico e dalle recenti alluvioni. “Al fine di constatare con maggior puntualità quanto determinato dallo shock termico stiamo organizzando alcuni sopralluoghi utili per verificare l’entità dei danni che sicuramente le associazioni agricole quantificheranno nei prossimi giorni”.

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Confagricoltura, con oltre quaranta tecnici impegnati sul territorio subalpino, sta compiendo una ricognizione dei danni che si preannunciano particolarmente gravi. “Abbiamo già invitato gli agricoli nostri associati a segnalare tempestivamente i danni ai Comuni, affinché la Regione possa delimitare le aree danneggiate per verificare l’opportunità di attivare le provvidenze previste dalla legge in caso di calamità atmosferiche – dichiara Luca Brondelli, presidente di Confagricoltura Alessandria – e chiediamo alla Regione di intervenire per quanto possibile per attenuare le difficoltà delle imprese, accelerando i tempi di pagamento dei contributi previsti dalla politica agricola comunitaria e snellendo le procedure burocratiche per l’ottenimento degli aiuti”. In primavera purtroppo si verificano abbastanza di frequente eventi di questo che mettono in evidenza la fragilità del settore primario, una fabbrica che opera tutto l’anno a cielo aperto in balia degli eventi atmosferici, impossibili da controllare completamente. “Purtroppo l’unica difesa valida è quella passiva, ossia assicurare le produzioni agricole da gelo, vento forte, inondazioni, grandine e altri eventi atmosferici. La conta dei danni è ancora in corso – spiega il direttore di Confagricoltura Alessandria, Cristina Bagnasco e nell’arco di qualche giorno avremo un quadro più preciso”.

Nell’Alessandrino si segnalano danni alla frutta in fiore, prevalentemente sugli impianti di pesco e albicocco, ma anche pere e mele. Meno evidenti i danni sugli impianti di nocciole e sulle barbabietole da zucchero. In Val Curone e nel Tortonese si hanno danni a macchia di leopardo per le temperature arrivate a -5 gradi, nello specifico nei frutteti delle aree di pianura e vicino ai fiumi. Problemi significativi con punte del 60% si segnalano nel Tortonese e nell’Alessandrino per quanto riguarda i pomodori da industria già trapiantati, che sono stati tutti colpiti in modo grave dal gelo. Nel caso di ritrapianto, il danno si stima sui 1000 euro all’ettaro. Nel caso le piantine si riprenderanno, vi sarà un ritardo di circa 20-30 giorni sulla maturazione delle stesse piante.
Segnalazioni sono giunte a Confagricoltura anche dal Casalese, in particolare, sia nei pressi della cittadina di Casale, che a Ozzano e Vignale danni sui vigneti, soprattutto nelle aree meglio esposte che sono già in avanzato stato di vegetazione. A Castelletto Merli e Ponzano le temperature sono scese a 4-5° sottozero per oltre tre ore di notte. Danni sono evidenziati anche nell’Acquese, nelle zone di Cassine, Strevi, Sezzadio, Alice Bel Colle e Ricaldone, in particolare sui nuovi impianti di vigneto.