“Fai delivery nella tua città, lascia stare gli altri paesi”. La minaccia anonima a un ristoratore tortonese

TORTONA – “Andrà tutto bene“. Quante volte, soprattutto nel corso della prima ondata, abbiamo letto questa frase scritta su lenzuola e cartelloni appesi sui balconi di case e palazzi. Un modo per farci coraggio in un momento in cui del Covid-19 si sapeva pochissimo e per contrastarlo l’unica via era chiudersi in casa nella speranza che, appunto, tutto andasse bene. A distanza di più di un anno dallo scoppio della pandemia la crisi economica generata dalle continue chiusure per arginare la diffusione del coronavirus ha duramente colpito molte categorie. Su tutte quelle dei ristoratori che hanno storpiato il motto in “NON andrà tutto bene“, proprio per sottolineare le loro difficoltà economiche.

Chiusi da mesi, con l’incertezza di come e quando potranno riaprire, bar e ristoranti stanno infatti stringendo i denti per non chiudere e sperare in tempi migliori. A tenerli a galla oltre ai (pochi e insufficienti) aiuti dello Stato c’è soprattutto l’asporto e il servizio di consegna a domicilio. Tra questi c’è anche il Gran Bar Bardoneschi di Tortona gestito da Andrea Bani, un giovane ristoratore con un amore viscerale per questa professione. Come tanti suoi colleghi anche Bani si è dato alle consegne a domicilio e all’asporto. “Come previsto tra l’altro nei vari Dpcm e Decreti. Un servizio da dare al cliente oltre che utile per la nostra sopravvivenza nella speranza che questo incubo finisca presto per tutti noi“, spiega.

Per pubblicizzare i suoi aperitivi e spiegare le offerte ai potenziali clienti, Andrea Bani posta locandine e messaggi sui vari gruppi che popolano i social network. “Faccio, come tanti altri, un po’ di promozione alla mia attività, nulla più“, aggiunge. Poi nei giorni scorsi una telefonata anonima: “Ho ricevuto una chiamata da parte di una persona che non si è presentata ma mi intimava, anche con fare brusco, di non andare a infastidire i locali degli altri paesi e di svolgere il servizio a domicilio solamente nella città di Tortona dove ho la mia attività“. Un attacco in piena regola che ha segnato molto il gestore del Gran Bar Bardoneschi. “Ma non voglio puntare il dito. Penso che tutti siamo esasperati da una situazione davvero difficile. Siamo chiusi da mesi e, vi assicuro, stare lontano dal pubblico per chi fa un lavoro come il nostro non è mai facile. Certo ci sono rimasto male, perché in questo momento farci la guerra a vicenda non ha alcun senso“, aggiunge Andrea Bani. Che poi giustifica un po’ quanto accaduto perché, a suo dire, “l’esasperazione può anche portare a questo. Anche se va condannata ogni forma di violenza“.

Questo giovane ristoratore spiega che “non sto disturbando e non intralcio il lavoro di nessuno. Anzi, faccio una cosa completamente consentita anche per la sopravvivenza della mia attività. Più che disunirci e litigare tra di noi dovremmo unirci e fare fronte comune per portare idee, iniziative e uscire tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno, da questa situazione“.