Il ricordo di Luigino Capra: “Uomo sempre disposto a mettere in comune la sua vasta cultura”
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VALENZA – L’addio a Luigino Capra ha addolorato tantissimi cittadini di Valenza. Tra questi anche i tanti amici dell’Unitre di Valenza e l’amica e collega Ornella Mantovani che ha deciso di scrivere queste righe come tributo a un grande personaggio cittadino:

Luigino Capra è stato un collega ma soprattutto un amico affettuoso, comprensivo, sempre disposto a mettere in comune con me la sua vasta cultura. Con lui ho vissuto bellissime esperienze nei numerosi viaggi in giro per il mondo. Con lui sono andata a teatro, alle mostre, al cinema, ai concerti. Ma in particolar modo il teatro lo appassionava: programmavamo il calendario degli spettacoli che volevamo vedere a Milano, Torino, Genova ed era un calendario molto ricco e vario.
Poi discutevamo in treno nel viaggio di ritorno a casa, mettendo a confronto le nostre rispettive idee sempre con entusiasmo. Il suo contributo era importante e decisivo: sapeva esaminare il testo in profondità e lo stesso faceva con l’interpretazione degli attori. Ne prediligeva alcuni che apprezzava in modo particolare.
E che dire della passione con cui ha svolto per anni il ruolo di Presidente e poi di membro del Consiglio di Biblioteca quando sceglievamo tutti insieme i libri da acquistare e lui era sempre aggiornatissimo, documentato, un passo avanti agli altri?
I libri, la lettura: questa era proprio la sua cifra distintiva.
Ricordo quando ci vedevamo a casa sua per parlare di noi e di libri o di articoli di giornale letti. Avevamo creato in Biblioteca un gruppo di lettura che è vissuto per alcuni anni molto partecipato: ci incontravamo una volta al mese per mettere a confronto il nostro rispettivo punto di vista su un libro in particolare (ogni mese un libro diverso). Ed erano incontri stimolanti per il suo contributo attento e profondo. Si è sempre interessato alla vita degli altri, in particolare dei suoi amici, della sua famiglia e dei suoi studenti con cui parlava a lungo quando li incontrava, non mosso da una curiosità fine a se stessa ma dal desiderio di sapere qual era il percorso che
essi avevano compiuto negli anni.
È stato tollerante soprattutto negli ultimi anni della sua vita, capace di mediare all’occorrenza. Io mi sono spesso rivolta a lui per ricevere un consiglio, un aiuto e mi ha sempre ascoltato e capito. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo in me. Mi sento già molto più sola. Mi sembra impossibile di non poter più parlare con lui e mi chiedo come farò.

L’Unitre di Valenza ha invece deciso di ricordarlo elencando le sue tante qualità. Di lui ci mancheranno “la sua sapienza, immensa; la sua cultura, che generosamente donava; il suo spirito, arguto; la sua disponibilità, grande e disinteressata; la sua ironia, sottile e gentile; la sua semplicità, dono di pochi Grandi; la sua sincerità: se ti diceva “Bravo” ci potevi credere; a sua schiettezza, democratica; la sua umiltà, sincera: Egli sedeva alla cattedra, ma non è mai “salito in cattedra”.