Vaccini in Piemonte, Mara Scagni: “Il personale è stupendo, ma i problemi stanno a monte”
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ALESSANDRIA – Mara Scagni, segretario regionale di Cittadinanzattiva Piemonte Aps, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all’Assessore alla sanità piemontese, Luigi Icardi, segnalando una serie di problematiche che si sono riscontrate nel corso delle vaccinazioni nella regione. Si tratta per lo più di mancanze burocratiche e organizzative, che stanno a monte della campagna: “Tutto il personale coinvolto nella fase di vaccinazione lavora splendidamente. Ad esempio, ad Alessandria, nel centro Valfré, c’è del personale stupendo, però, come capita anche altrove, tra una vaccinazione e l’altra può passare mezz’ora”, ha dichiarato.

Le segnalazioni sono state possibili grazie al monitoraggio capillare dell’Organizzazione: “Abbiamo 12 Assemblee territoriali e volontari che lavorano pressoché in tutte le strutture ospedaliere, quindi per noi è stato facile raccogliere in maniera diffusa tutte le informazioni. Quello che emerge è che quando si arriva al momento della vaccinazione nei vari centri disposti funziona tutto, ma la difficoltà e arrivare fino a lì”, continua.

I disagi maggiori riguardano le persone anziane e la mobilità: capita infatti che i cittadini vengano assegnati a strutture lontane dal proprio comune di residenza, anche se ci sono servizi a disposizione sul territorio. “C’è qualche cosa da correggere, è evidente. Sono problematiche, queste, che erano molto prevedibili”. E sono difficoltà che possono intaccare il completamento della campagna vaccinale: “Sicuramente incidono sui ritardi, ma anche nell’impossibilità di raggiungere le medie di vaccinazione che sono state indicate. Se una persona viene mandata a vaccinarsi a 40 chilometri di distanza rispetto alla sua residenza, si creano dei problemi”.

Cittadinanzattiva, oltre ad aver aderito alla campagna della Regione per un sostegno nella campagna a livello burocratico, ha messo anche a disposizione elenchi di persone che possono essere chiamate per evitare che le dosi vadano sprecate: “Oggi abbiamo ricevuto una segnalazione la stessa persona che è stata chiamata da tre strutture diverse per ricevere il vaccino in tre strutture diverse”, prosegue. Il consiglio è quello di fornire indicazioni operative più omogenee su tutti i territori: “Credo che se si dessero indicazioni precise questi problemi si possano risolvere in breve tempo. Ma evidentemente c’è della casualità anche nella chiamata. È proprio quella partenza lì che bisogna intervenire, perché dopo c’è tutto”, conclude.