Patto tra sindaci per avere il casello autostradale a Predosa

ACQUI TERME – Bisognava togliere la polvere dal progetto che prevedeva la creazione del casello autostradale a Predosa e i sindaci di tre comuni, Acqui, Ovada e Predosa, insieme a Fondazione Slala, Sistema logistico del Nord Ovest d’Italia, così hanno fatto. Di questa infrastruttura si era parlato addirittura ai tempi della costruzione della A26, ha spiegato la sindaca di Predosa, Maura Pastorino, poi se ne riparlò “nel 2007, attraverso un progetto che ricordò il valore di un casello del genere per il territorio“. Tutto però rimase tutto in un cassetto fino a oggi, grazie alla mobilitazione dei principali primi cittadini interessati a una maggiore fruibilità dell’acquese e dell’ovadese. Un patto tra sindaci che vuole portare alla concreta realizzazione del casello nella zona industriale di Predosa. Si tratta in particolare di un modello di delibera che permetterà di supportare tutte le azioni utili alla realizzazione di un casello sulla A26 nel Comune di Predosa e una bretella di collegamento a Strevi. Il documento sarà alla base di una serie di deliberazioni nei Consigli Comunali nel territorio acquese e ovadese e punta a mettere al centro del dibattito politico la realizzazione di infrastrutture fondamentali per lo sviluppo del sistema economico dei territori dell’Alto Monferrato.

In effetti la necessità di un’infrastruttura che apra le porte al Basso Piemonte è ancor più evidente oggi, ha spiegato Paolo Lantero, sindaco di Ovada, per un “indubbio aumento di traffico pesante nell’ovadese, nella zona della Saiwa e lungo le zone industriali a Nord di Ovada, nel silvanese e tagliolese“. Un incremento che sta producendo “un appesantimento del traffico cittadino, rendendo necessario un accesso più agevole ad Acqui Terme con tutto il suo indotto turistico“. Spingere più che mai ora verso una soluzione del genere è importante anche per la possibilità di intercettare il denaro che potrebbe arrivare dal recovery plan ma anche per la forte spinta che deriva dall’area portuale di Genova, come hanno spiegato gli esponenti di Slala. Come ha raccontato Angelo Marinoni, Coordinatore della costituenda Commissione “Interventi strategici” della Fondazione Slala, “il casello di Predosa è importante perché dà accessibilità a un territorio di area vasta e consente in modo molto semplice di ottenere un ingresso a un’area importante del territorio senza gravare sulla rete attuale ma semplicemente ottimizzandola“. In pratica “il casello è un piccolo gesto che permetterà di ordinare quello che attualmente è disordinato“.

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Per il Nord Ovest – ha poi ricordato Nicola Bassi, Coordinatore della Commissione “Logistica delle merci” della Fondazione Slalale prospettive sono di un grande sviluppo logistico grazie ai buffer merci che permetteranno di gestire meglio, via terra, la merce che arriva a Genova. In ambito espansivo infatti l’attuale movimentazione merci può quasi raddoppiare con benefici significativi, a cominciare dall’aumento delle entrate erariali per arrivare anche alla crescita economica dei territori“. Certamente il casello è un tassello importante che va inserito in un contesto più ampio che prevede l’impegno di più soggetti ma oggi “assolutamente necessario“, ha ricordato infine il sindaco di Acqui Lorenzo Lucchini. Il primo cittadino acquese ha spiegato di “guardare alla realizzazione del casello di Predosa e al suo collegamento dalle aree dell’ovadese e dell’acquese con prudente ottimismo. Abbiamo lavorato a lungo per farci trovare pronti e ora stiamo agendo con una strategia ben strutturata per mettere la realizzazione di queste infrastrutture come priorità assoluta nelle sedi istituzionali. Vogliamo dare un volto nuovo al futuro del nostro territorio”.

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