In Italia si vaccina a due velocità: il caso positivo del Piemonte
adv-37

ALESSANDRIA – Ieri in Piemonte sono state somministrati più di 26 mila vaccini anti Covid. Di questi, quasi 14 mila erano inoculazioni di seconde dosi. In particolare, stando ai dati regionali, tra i vaccinati 7.344 erano over 80, 5052 i settantenni e 7042 le persone estremamente vulnerabili. Da inizio campagna, superato il milione e mezzo di persone immunizzate, con l’iniezione dell’86% delle dosi disponibili per la Regione.

Ma il quadro nazionale lascia emergere una vaccinoterapia che procede a due velocità. Se tutte le regioni erano intenzionate ad effettuare una copertura prioritaria sugli over 80, non tutte ci sono riuscite: Sicilia, Calabria e Campania sono in grande difficoltà. Nell’isola solo 7 over 80 su 10 hanno ricevuto la prima dose; nella punta dello stivale 50 mila persone sono in attesa della prima inoculazione, mentre in Campagna soltanto 1 su 4 ha ricevuto la sua.

adv-310

In alcune regioni è in partenza la prenotazione per la fascia 59-55 anni, come ad esempio nel Piemonte, dove sul portale ilpiemontetivaccina.it la voce sarà attiva sin da oggi, e nel Lazio. Dunque, se l’obiettivo delle 500 mila inoculazioni quotidiane fissate nel programma dal commissario Francesco Figliuolo è stato raggiunto, è necessario che le Regioni rimaste indietro si adoperino per rientrare nella media nazionale. In questo senso il Piemonte è uno degli esempi virtuosi e da seguire sulla campagna vaccinale.

Per raggiungere lo scopo, è necessario aprire nuovi hub e, contestualmente, smontare le eccessive preoccupazioni circolate sugli effetti del vaccino AstraZeneca: i benefici, in proporzione, sono molto più elevati dei rischi. A confermarlo i dati dell’Ema. Infine, hanno giocato un ruolo in questo rallentamento anche i ritardi nelle consegne.