Biobanca di Alessandria sempre più all’avanguardia: via alla raccolta fondi contro il tumore al seno
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ALESSANDRIA – Un progetto già innovativo che diventa ancor più all’avanguardia. L’Alessandria Biobank, strumento indispensabile dell’Ospedale del capoluogo per lo studio sulle malattie pleuropolmonari come il mesotelioma, si è specializzato anche nella ricerca contro il tumore al seno. “Un progetto nuovo e ambizioso, costruire una biobanca sempre più fornita, indispensabile per fare un passo avanti anche nella conservazione di campioni per la ricerca contro il carcinoma della mammella” ha sottolineato il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo Daniela Kozel. 

Toccherà a un biologo qualificato raccogliere i campioni e le cartelle cliniche delle pazienti in questo prezioso archivio. Per rilanciare la biobanca per il tumore alla mammella la Fondazione Solidal per la Ricerca, l’associazione Bios e la Lilt Alessandria hanno promosso una raccolta fondi online, sulla piattaforma gofoundme: l’obiettivo è raggiungere la cifra di 6 mila euro. Mille euro, nel frattempo, saranno erogati dalla stessa Associazione Bios, come ha annunciato la presidente Marta Martini. 

“Negli anni la valutazione biologica del tumore ha registrato delle evoluzioni” ha rimarcato Carlo Vecchio, responsabile della Senologia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria “la biobanca ha permesso di analizzare diversi tipi di tumore, è uno strumento essenziale. In questi miei primi sei mesi di lavoro qui ad Alessandria abbiamo già operato tante donne, nonostante la pandemia”. 

La raccolta dei campioni biologici avviene all’interno dei congelatori di Alessandria Biobank, affiancando così al lavoro di biobancaggio del mesotelioma anche quello del carcinoma alla mammella” ha detto Roberta Libener, biologa dell’Infrastruttura Ricerca Formazione e Innovazione “al fine di raccogliere tutte le informazioni cliniche sui campioni e quindi fornire ai ricercatori i dati necessari, occorrono però altri due elementi oltre ai congelatori: un database e un data manager. Grazie alla collaborazione con i vari operatori aziendali abbiamo già creato il database con RedCap, ora però occorre un professionista dedicato che analizzi i dati e li inserisca in modo corretto nella piattaforma. Ed è qui che entra in gioco la solidarietà”.

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A seguito della pandemia le persone hanno riscoperto l’importanza della ricerca nel miglioramento costante delle cure e hanno maturato una rinnovata sensibilità al dono. Al fine di supportare l’inserimento nella biobanca di un datamanager dedicato al carcinoma mammario, abbiamo quindi deciso di aprire una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe che permette in modo rapido e semplice di fare una piccola donazione a favore della ricerca” ha rimarcato Francesca Ugo, coordinatore della ricerca.

Fondamentale la sinergia tra le associazioni, come ha ricordato Marta Martini, presidente dell’associazione Bios: “Uno degli obiettivi principali della nostra Associazione è sensibilizzare alla prevenzione: per questo ci tengo a ringraziare il Dr. Vecchio e la Dr.ssa Canepa e tutta l’Azienda per l’attivazione di un ambulatorio dedicato alle pazienti con il tumore al seno, ben gestito e accogliente. Sono sicura che questa biobanca ci porrà in una posizione privilegiata non solo a livello locale, ma anche nazionale: ecco perché l’Associazione Bios ha deciso in primis di sostenere il progetto insieme ad altre realtà e inoltre di donare i primi 1000 euro a sostegno della ricerca”.

“Nella convinzione che chi ricerca, cura, Solidal per la Ricerca si pone come obiettivo quello di creare sinergie sul territorio a partire dalle linee di ricerca dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria e quindi dei bisogni della popolazione locale in termini di salute, con il fine ultimo di generare innovazione e trasferire i risultati scientifici nella pratica clinica a favore dei pazienti. Si tratta quindi di un progetto ambizioso ma che ben si inserisce nel quadro delle progettualità di Solidal, anche a sostegno di nuove ma fondamentali figure professionali per la ricerca, ovvero i datamanager” ha aggiunto Marinella Bertolotti, della Fondazione Solidal Onlus per la Ricerca.

Photo by Angiola Harry on Unsplash