La storica impresa dell’Alessandria e la nuova Coppa Italia: il calcio senza poesia
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ALESSANDRIA – “La palla è rotonda“, cioè la più classica e banale delle frasi che identifica l’imprevedibilità del calcio avrà sempre meno senso se la nuova formula della Coppa Italia diverrà realtà. Via le squadre di C e competizione costituita solo da formazioni di A e B. Una sorpresa che ha spiazzato molti ma ha anche spazzato parte del fascino di uno sport che permetteva a squadre meno blasonate o fortunate di tentare una ribalta prestigiosa, di superare mostri sacri del pallone, insomma, di sognare. Un esempio spiega perfettamente il senso: con questa formula la storica cavalcata dell’Alessandria calcio, artefice della storica impresa nel 2016, non ci sarà mai più. Quell’anno il grigio divenne un colore vero e la formazione alessandrina riuscì a entrare in uno dei templi del calcio per giocarsi le chance di arrivare in finale. Tre generazioni impararono ad amare una squadra che non era più la classica “seconda formazione da tifare” ma un motivo d’orgoglio di cui andare fieri. Simpatia, allegria, spavalderia erano il mix perfetto e meraviglioso in grado di rappresentare uno sport che in fondo è una cosa semplice perché ha bisogno solo di una palla. Oggi quella favolosa storia rischia di diventare solo una polverosa pagina da inserire negli almanacchi per un regolamento sorprendente.

Tutti si erano indignati per la Superleague, ma evidentemente quella vicenda così come le storiche cavalcate di Alessandria o Bari in coppa Italia non sono servite a nulla. Il calcio così diventa sempre più povero. Il sogno delle formazioni di provincia, assetate di gloria e capaci di sgambettare formazioni blasonate trascinando intere città o periferie sugli spalti, sarà davvero solo più un sogno. Come ha detto il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, “si può riformare la Coppa Italia, facendo come Davide e Golia, se c’è Cesena-Juventus, in gara unica, io la guardo perché c’è pubblico e c’è una favola che forse si potrebbe aprire. Ci sono state le ultime esperienze dell’Alessandria e del Pordenone, con stadi pieni. Lo dico senza fare polemica ma sento silenzi che non mi piacciono. La Serie B veramente rimarrà nei prossimi anni rispetto a questo progetto? Lo dico come elemento di riflessione. In un progetto di questo genere la mia personale opinione, spero di sbagliarmi, è che le squadre di Serie B non serviranno”, ha aggiunto Ghirelli nella sua riflessione“.